Il Tirreno

Grosseto

Spintona e ferisce un finanziere: arrestato

di Pierluigi Sposato
Spintona e ferisce un finanziere: arrestato

Grosseto, resistenza durante un controllo dei documenti. L’uomo era fuggito in auto ma era stato poi ritrovato a casa

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GROSSETO. Doveva far vedere i documenti. Con sé non li aveva, aveva chiesto di farseli lanciare dalla finestra. Ma poi aveva dato uno spintone all’appuntato ed era fuggito in auto. È un episodio di resistenza a pubblico ufficiale quello per il quale la guardia di finanza ha arrestato un quarantenne di origini tunisine, Sauber Slama, già conosciuto alle forze dell’ordine e agli uffici giudiziari. Resistenza con lesioni, visto che il militare ha riportato una piccola frattura alla mano che lo terrà lontano dal servizio per almeno venti giorni.

Interrogato ieri pomeriggio in carcere dal giudice Sergio Compagnucci, Slama ha risposto alle domande. Il gip ha convalidato l’arresto e ha posto l’uomo agli arresti domiciliari. Difesa Riccardo Lottini.

L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio di venerdì, tra piazza Barzanti e via dei Barberi. Quel giorno la guardia di finanza aveva in programma una serie di controlli antidroga. E la loro attenzione si era concentrata, dopo aver ricevuto una segnalazione, su un’auto in sosta, un Alfa Romeo, nella quale sedeva un uomo. Questi, vista la pattuglia, ne era rapidamente uscito aveva iniziato a correre ed era sparito. C’era un’altra persona nelle vicinanze, ma nemmeno questa era stata raggiunta, perché improvvisamente era comparso l’uomo poi identificato per Slama. Il quale si era diretto verso l’Alfa e non trovando più l’altra persona aveva iniziato a cercarla: «Ma dove sei?». Quando l’appuntato, insospetito, si era avvicinato, per chiedere i documenti, Slama avrebbe iniziato a dare in escandescenze: «Io i documenti non ve li do, sono a casa mia» e altre frasi di questo genere. Quando dall’abitazione sovrastante si era affacciata una donna, Slama le aveva chiesto di tirarle giù i documenti. Ma i documenti non erano arrivati e, anzi, Slama sarebbe diventato particolarmente aggressivo, tanto che il finanziere sarebbe stato costretto a indietreggiare per evitare ogni tipo di contatto. Il contatto però era avvenuto e il militare, spintonato, era finito a terra, facendosi male. Slama era salito in auto e si era allontanato velocemente. Anche la pattuglia, nel frattempo ricomposta, era salita sull’auto di servizio, per cercare l’uomo. Fatti alcuni giri a vuoto, la pattuglia era tornata sotto casa di Slama e aveva ritrovato l’Alfa. Lo straniero non c’era. Questi era salito in casa e dalla finestra avrebbe ricominciato a offendere le fiamme gialle: «Io non ho fatto niente, cosa volete?». Slama era stato fatto scendere ma non si era calmato se non quando sul posto era arrivata una seconda pattuglia, quest’ultima dotata anche del cane antidroga. Non prima però di aver pronunciato una frase del tipo: «Ah sì? Allora vi denuncio!» sempre a proposito della richiesta di documenti alla quale non avrebbe voluto ottemperare.

Droga non c’era, né addosso a Slama né nell’auto né altrove. Ma ce n’era abbastanza per procedere all’arresto per resistenza con lesioni, eseguito dopo aver sentito il magistrato di turno, la dottoressa Maria Navarro. Anche perché l’appuntato, portato al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia, era stato sottoposto ad accertamenti che avevano evidenziato lesioni alla mano destra, con una piccola frattura (distacco di una lamella ossea di una falange) e contusioni a spalla, ginocchio e gomito. Venti i giorni di guarigione.

 

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