Il Tirreno

Grosseto

Tassa sui rifiuti, il consiglio non decide

di Enrico Pizzi
Tassa sui rifiuti, il consiglio non decide

Convocato in extremis, sei rappresentanti di maggioranza sono assenti e salta il numero legale. Resta la tariffa del 2015

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GROSSETO. Una brutta figura che il centrosinistra grossetano si poteva risparmiare, ma evidentemente non è finito il clima da prove di forza e da dispetti all’interno del partito, se si è ritenuto necessario convocare un consiglio comunale d’urgenza per poi vederlo affossare perché incapaci di garantire il numero legale.

È successo ieri: il consiglio era convocato per discutere e approvare la Tari, con le nuove tariffe che avrebbero dovuto tenere conto di un risparmio sui costi del servizio per il 2016.

Formalmente corretta la convocazione del consiglio, dal momento che la scadenza per approvare le tariffe era il 30 aprile, ma che su questa partita si sia giocato l’ennesimo scontro interno al Pd lo si evince dai punti di vista divergenti espressi dal sindaco Emilio Bonifazi e dal vicesindaco Paolo Borghi.

«Anche a fine mandato si fa di tutto per non volere bene alla nostra città – tuona Borghi, che aveva fortemente voluto questo consiglio – i cittadini grossetani avrebbero risparmiato in tariffa, con una riduzione rispetto all’anno precedente».

A sentire Bonifazi, che in ogni caso stigmatizza il comportamento dei suoi consiglieri, per i cittadini, però, cambierà davvero poco, perché saranno applicate le tariffe del 2015 e il risparmio complessivo ammonta appena a circa 110.000 euro su un costo del servizio che supera abbondantemente i 21 milioni.

«Una riduzione importante – dice Bonifazi – di cui tenere conto in termini di tendenza, ma non perché vada a incidere significativamente sulle tariffe».

Spalmando i 110.000 euro su tutti gli utenti del servizio dei rifiuti, infatti, le tariffe sarebbero dovute scendere di pochi euro, probabilmente centesimi – dice il primo cittadino – e comunque quanto sarà pagato in più sarà restituito nel 2017.

Insomma, nonostante la scadenza del 30 aprile, il consiglio comunale di ieri poteva essere evitato, e poteva essere evitata l’ennesima brutta figura da parte di una maggioranza che ormai più volte ha dimostrato di non riuscire a garantire il numero legale.

E così anche ieri c’è stato appena il tempo dimettersi a sedere per l’appello: sedici i consiglieri che hanno risposto presente dai banchi del centrosinistra, quindici di loro appartengono alla maggioranza, il sedicesimo Cristina Citerni, di Sinistra ecologia e libertà.

Ma il numero legale è di diciassette e di consiglieri, alla maggioranza, ne mancavano sei: Stefania Laurenti, che ormai non fa più parte del Pd, Davide Buzzetti, Roberto Panfi e Stefano Rosini del Pd, Simone Marchetti (Api) e Maurizio Cossu (Psi).

I consiglieri di opposizione – salvo Cristina Citerni – questa volta sono stati a guardare, sui loro banchi, formalmente assenti, una maggioranza che inanellava l’ennesima brutta figura.

In ogni caso i Comuni, tutti in difficoltà con la tempistica, hanno chiesto, attraverso l’Anci, uno slittamento dei termini per l’approvazione dei bilanci al 30 maggio.

«Fosse stato accordato – dice Bonifazi – sarebbe stato possibile approvare con calma tutte le tariffe e i bilanci».

Per il consuntivo 2015, comunque, sarà convocato un ultimo consiglio a metà maggio. Una prova d’appello per i consiglieri di maggioranza che saranno chiamati anche questa volta a garantire il numero legale.

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