Il Tirreno

Grosseto

MediaWorld: in 33 con il fiato sospeso

di Giovanna Mezzana
MediaWorld: in 33 con il fiato sospeso

Grosseto: il Gruppo arranca e l’apertura di un marchio concorrente al Commendone fa vedere nero. Braccia incrociate il 7 maggio

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GROSSETO. Si lavora con un po’ di ansia tra gli scaffali di MediaWorld, il super store dell’elettronica pret-a-porter che a Grosseto è ospitato all’interno del centro commerciale Aurelia Shopping. I dipendenti – in tutto trentatré e per la maggior parte full time – temono per il loro futuro lavorativo: la catena specializzata nella vendita di elettrodomestici, smartphone e pc arranca, e negli ultimi mesi la proprietà è ricorsa a più di un ammortizzatore per far fronte alla crisi dei consumi e ai costi di gestione. Tant’è che si parla di trecento esuberi a livello nazionale. Il punto vendita grossetano è un’isola felice, ma in futuro la situazione potrebbe cambiare.

Lo sciopero. I dipendenti dello store di Grosseto hanno deciso di incrociare le braccia sabato 7 maggio. Sciopero. Primo: per solidarietà coi colleghi dipendenti di quei negozi sui quali il Gruppo potrebbe far ricadere la scure degli esuberi. Secondo: il no alla riconferma dei contratti di solidarietà che sembra far pendere chi ha in mano i cordoni della borsa – il gruppo Mediamarket che opera in tutta Italia con le insegne MediaWorld – verso soluzioni non tutelanti per i lavoratori.

L’assemblea. I dipendenti di MediaWorld hanno trascorso la vigilia del Primo Maggio a riflettere su come proteggere il loro posto di lavoro. All’Aurelia Shopping, si è svolta un’assemblea a cui hanno partecipato tutti gli addetti alle vendite. Con loro c’erano i sindacalisti: Andrea Ferretti e Massimiliano Stacchini di Cgil Filcams, Simone Gobbi di Fisascat Cisl, Stefano Rosica di Uil Uiltucs. Il fronte sindacale è compatto.

Solidarietà ed esuberi. Il quadro ce lo dipinge Ferretti. «Il Gruppo aprì una prima procedura di mobilità (parliamo a livello Italia) – descrive il sindacalista di Cgil – calcolando 900 esuberi. Con le uscite incentivate, 500 dipendenti hanno lasciato il posto di lavoro e ad oggi gli esuberi sono 300. Nel frattempo il Gruppo (Mediamarket) è ricorso ai contratti di solidarietà». Lo store di Grosseto non è stato sfiorato: né dalla procedura di mobilità, né dai contratti di solidarietà. Nel punto vendita dell’Aurelia Shopping non ci sono esuberi. Per ora.

Il rischio Commendone. C’è un però. «L’azienda – aggiunge Ferretti – non vuole riconfermare i contratti di solidarietà ma sembra piuttosto voler procedere con la mobilità e quindi con i licenziamenti». Va da sè che qualora la crisi delle vendite avesse riverberi anche in Maremma, i dipendenti grossetani rischierebbero non di perdere una quota dello stipendio (sacrificio che si porta dietro l’ammortizzatore della “solidarietà”) ma il posto di lavoro. Nel quadro si innesta l’apertura, in autunno, della galleria commerciale del Commendone. È certo che tra la sessantina di negozi a cui si taglierà il nastro ce ne sarà (almeno) uno di elettronica modello MediaWorld: un grande marchio concorrente. E questo impensierisce. Non rimane che sperare che la trattativa – condotta a livello nazionale – imbocchi la strada giusta. Intanto sabato si incrociano le braccia.

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