Lutto
Ferma il camion e scende per cercare dei documenti: travolto e ucciso a 37 anni
Grosseto, tragedia sulla Scansanese poco prima di mezzanotte: l’uomo lascia la moglie e un bambino. Denunciato il giovane che lo ha investito: «Pensavo di aver colpito un animale»
GROSSETO. Sergiu aveva appena terminato una giornata di lavoro. Una giornata pesante, finita poco prima di mezzanotte quando ha messo la freccia al suo camion e lo ha parcheggiato lungo la Scansanese, poco prima di arrivare a Casalecci. A due passi da casa, dove lo aspettavano la moglie e il loro bambino che ha poco più di due anni. Aveva davanti a sé due giorni di riposo da passare con la sua famiglia e con i suoi parenti, che dalla Moldavia si sono trasferiti anni fa alla periferia di Grosseto. Sergiu probabilmente pensava soltanto a questo venerdì sera quando ha tolto le chiavi dal cruscotto del camion.
Ma un dettaglio, piccolo piccolo, ha cambiato per sempre il corso degli eventi e in un attimo la sua vita e quella di un ragazzo di 23 anni che stava percorrendo quella strada per tornare a casa si sono incrociate.
Sergiu Rusu non riusciva a trovare i documenti, che probabilmente erano caduti dentro all’abitacolo del suo camion. Non li trovava da nessuna parte e ha pensato che gli fossero caduti per terra, su quel ciglio della strada dove aveva parcheggiato, appena sceso dal mezzo con il quale aveva lavorato tutto il giorno. Non era ancora mezzanotte quando si è messo a cercarli per terra, senza indossare il giubbotto catarifrangente, al buio della via Scansanese che in quel punto non è illuminata. Era chinato sul ciglio della strada quando è arrivata l’auto, una Hyundai Matiz, al volante della quale c’era un ragazzo di 23 anni che non lo ha visto e lo ha travolto.
Lì per lì il giovane, dopo aver fatto alcuni metri, ha pensato di aver urtato un animale. È tornato indietro, lungo la strada buia, e si è messo a cercare la carcassa. Ha pensato a un cinghiale, probabilmente, ma non è riuscito a vedere niente. Non era convinto, però, di abbandonare la sua ricerca ed è andato a casa, svegliando i genitori e chiedendo loro di andare con lui a verificare, portandosi dietro una torcia.
In tre sono tornati nel punto dell’impatto, senza pensare che accanto a quel camion parcheggiato, accovacciato per terra a cercare i documenti ci fosse l’autotrasportatore di 37 anni che la moglie stava aspettando a casa. Il loro sangue ha cominciato a circolare più velocemente quando hanno visto il corpo dell’uomo in una fossetta dove era stato scaraventato dopo l’urto con l’auto del ragazzo. Hanno dato immediatamente l’allarme e in via Scansanese è arrivata l’ambulanza del 118, i vigili del fuoco che hanno illuminato la zona per permettere le operazioni di recupero della salma di Sergiu e i carabinieri che hanno subito sentito il ragazzo. «Pensavo di aver investito un animale», ha detto. Il giovane è stato sottoposto all’etilometro e al test per le sostanze stupefacenti. Non aveva bevuto e non aveva nemmeno assunto droghe.
Ma a rendere ancora più dololorosa questa vicenda è stata proprio l’assenza di quei documenti: il trentasettenne rimasto ucciso prima di mezzanotte è stato identificato soltanto ore dopo quando alcuni parenti, avvertiti dalla moglie che non lo aveva visto tornare a casa, sono andati dai carabinieri a sporgere denuncia. Erano preoccupati perché l’autotrasportatore non era tornato a casa, la sera precedente, nonostante che il suo camion fosse parcheggiato lì, al suo posto lungo la strada.
Il corpo di Rusu, che è a disposizione della Procura, era già stato portato all’obitorio del Misericordia. Ma ancora non aveva un nome, fino a quando non sono stati i suoi parenti a dare un nome e un cognome a quell’uomo che si era ritrovato lungo il ciglio della strada senza documenti. In pochi minuti, la speranza che Sergiu potesse tornare a casa da sua moglie e da suo figlio è svanita.
Il ventitreenne invece, è stato denunciato per il reato di omcidio stradale.
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