Finanza
Donne e uomini di Mascagni Ecco chi c’è nella lista dei 32
Prime indiscrezioni sulla formazione che dovrà accompagnare il sindaco La tregua con Borghi sancita da un documento sollecitato dal “direttorio” Pd
GROSSETO. Due giorni fa c'erano 40 nomi nella bozza di lista. Ieri sera ne erano rimasti 34. Matureranno, quindi, nelle ultime ore altre due esclusioni. Ormai il Pd ha trovato la quadra, l'equilibrio tra giovani e meno giovani, frazioni e città, correnti e sottocorrenti.
Certi del posto, stando alle indiscrezioni che filtrano da via Svizzera, sono Marco Di Giacopo (che addirittura potrebbe essere il capolista se rinuncerà Valentina Culicchi), Emanuele Bartalucci (segretario di Roselle, in area Campo Democratico), Alessandra Milli. E ancora Claudia Biliotti (portata a metà tra Marras e Saimo Biliotti), Catiuscia Scoccati (in quota Simiani) e Giada Gabbolini, Massimiliano Paolucci, Cecilia Manenti e Cecilia Buggiani, Ulrica Fatarella e Simone Bartolini, Alfredo Veltroni, Barbara Duchi (Alberese), Ciro Papa, la professoressa Letizia Stammati (area Valentini), Ciro Cirillo (area Brogi).
Non si è reso disponibile alla candidatura l'ex assessore provinciale Fernando Pianigiani. In forte dubbio anche il bancario Diego Tosi e il braccagnino Fabio Bargelli. Infine ci sono una decina, tra uomini e donne, che non hanno curriculum politico. Insomma il Pd gioca la carta del cambiamento a tutti i livelli. Forte rinnovamento tra i candidati consiglieri e una giunta tutta nuova.
Tra il vicesindaco Paolo Borghi (sconfitto alle primarie) e il candidato sindaco Lorenzo Mascagni, mercoledì è stata siglata una tregua. Il "direttorio" del partito, lo strumento creato a febbraio per garantire tutti alla vigilia delle primarie, per la prima volta da quando esiste, è riuscito a dialogare e trovare un terreno comune da condividere.
Ieri è stato diffuso un documento, firmato da Lorenzo Mascagni, Marco Simiani, Saimo Biliotti, Fabio Favali, Patrizia Siveri, Paolo Borghi, Daniele Capperucci, Massimo Alessandri e Cecilia Buggiani, che annuncia la tregua. Il documento, che oggi sarà sottoposto all'assemblea, ribadisce la convinzione sulla scelta di Lorenzo Mascagni come candidato sindaco, «che impone - scrivono i vertici del Pd grossetano - una coerenza in tutto l'impianto elettorale». «Per le sue caratteristiche politiche e personali - prosegue la nota - Mascagni è portatore di innovazione. E la città di Grosseto ha sicuramente bisogno di una forte accelerazione dei processi di crescita e di un impegno nuovo. Il lavoro realizzato dalla giunta Bonifazi costituisce una base solida da cui ripartire. Negli ultimi dieci anni la città ha vissuto una fase di crisi, che ha coinvolto tutto il Paese, avendo comunque la capacità di avviare processi di ammodernamento e proponendosi come buon modello di governo. Oggi è necessario un nuovo inizio che faccia tesoro dell'esperienza trascorsa, ma che parli con volti e linguaggi diversi».
Ci sarà quindi un totale ricambio di tutti i futuri componenti della giunta comunale. Ovviamente in caso di successo. Fuori i big, anche se campioni di preferenze come lo stesso Borghi o Giancarlo Tei. «Il rapido mutamento sociale e istituzionale, dei sistemi economici e di comunicazione che stiamo vivendo - spiegano ancora i dirigenti Pd - necessita di interpreti coerenti e conseguenti al nuovo modello di politica e di governo rappresentato da Lorenzo Mascagni. Ovviamente l'innovazione andrà di pari passo con il valore, con le capacità. Investiremo su persone normali fino a oggi fuori dalla politica. Sapremo offrire fatti e concretezza».
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