Proteste
Paduline, il Tar condanna il Comune
Una società dichiarata fallita si era rivolta al tribunale: il saldo tra quanto dovuto è però a favore dell’amministrazione
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. La prima bozza del regolamento urbanistico approvata dalla vecchia giunta sei anni fa prevedeva 22 alloggi. Nel frattempo la società proprietaria dell’area è fallita e gli organi della procedura speravano di vendere il terreno edificabile e fare cassa.
Ma il Comune, a seguito della integrale riadozione del regolamento, ha cambiato idea e cancellato la previsione.
È una vicenda che si perde nel tempo quella dell’area Peep delle Paduline di Castiglione della Pescaia, condannato a pagare 4.000 euro di spese alla Robart s.r.l, ditta bolognese che è stata dichiarata fallita. Una vicenda che vede protagonista l’area delle Paduline, dove il Comune ha intenzione di realizzare 12 alloggi di edilizia residenziale in regime convenzionato in un edificio in linea, plurifamiliare con due piani abitabili e il piano terra destinato a garage e cantine.
La società proprietaria del terreno dove dovevano inizialmente venire le abitazioni ha presentato ricorso al Tar per non poter più costruire 22 appartamenti, di cui 11 sarebbero stati dati al Comune a un prezzo di 2.200 euro al metro quadrato, mentre gli altri sarebbero stati venduti sul libero mercato (altri 11).
Ma quella zona, sottoposta a rischio idraulico, doveva essere ben valutata dall’amministrazione e proprio per quello sono stati presentati diversi pareri tecnici al Genio civile. Quando, nel 2014, il Comune ha approvato il regolamento urbanistico, l’area di proprietà della Robart e quella adiacente è stata stralciata e inserita nella zona di tutela dell'ambiente. L’amministrazione ha previsto però l’ampliamento del centro commerciale Coop e la realizzazione dei 12 alloggi dell'area Peep che si trova nel terreno confinante.
Per questo, la Robart ha presentato ricorso al Tar che, con la sentenza censura la troppo breve motivazione con cui è stata mantenuta dall'amministrazione Farnetani, rispetto alla iniziale bozza di regolamento urbanistico, la sola previsione di realizzare 12 alloggi in regime di edilizia popolare in una area eliminando tutte le altre previsioni. Il Tar quindi ha richiseto al Comune di fare un approfondimento tecnico e tornare in consiglio per rafforzare le motivazioni della scelta fatta dal Comune che è stato condannato a pagare 4.000 euro di spese legali. Soldi che non usciranno dalle casse dell'amministrazione perché la società doveva al Comune 5.000 euro, quindi il saldo resta favorevole all'amministrazione.
«La scelta di azzerare tutte le previsioni nell'area delle Paduline e prevedere un unico intervento vicino alla Coop ha trovato la sua motivazione nell'eccezionale perequazione che è stata richiesta al lottizzante - spiega il consigliere delegato Fabio Tavarelli - la società proprietaria dell'area dove si è lasciata la previsione degli alloggi convenzionati per fare l'intervento deve infatti, oltre che mettere in sicurezza idraulica tutto il comparto, anche cedere gratuitamente al Comune i propri terreni sui quali sorge parte dell'area Peep realizzata nel passato, il depuratore e dove nascerà la nuova area della nautica. Ovviamente il proprietario dell'area era l'unico soggetto che poteva adempiere tale onere. Peraltro questo permette di adempiere a una convenzione sottoscritta anni fa che prevedeva l'obbligo per il Comune di acquisire i terreni».
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