Sicurezza
Lo Zecchini a Pincione anche per il 2016-17
Gesto di disponibilità del Comune, in attesa che Fc Grosseto provveda a sanare i debiti: dopo arriverà la convenzione
GROSSETO. Il Football Club Grosseto potrà utilizzare lo stadio Zecchini e il sussidiario Palazzoli di via Michelangelo anche per la stagione 2016-2017.
La disponibilità alla società del presidente Max Pincione arriva direttamente dal sindaco Emilio Bonifazi. Un gesto distensivo dopo alcuni giorni in cui il Comune è stato nel mirino di parte della tifoseria, con striscioni appesi in tutta la città.
«La disponibilità da parte nostra – dice il sindaco – c’è sempre stata e ribadisco che non c’è niente che impedisce un rinnovo ed il prolungamento della convenzione».
Il sindaco, prima di chiudere il mandato, ha voluto insomma lanciare un segnale all’Fc Grosseto, che fino al 27 agosto prossimo avrà una regolare convenzione. È ovvio che dovrà essere la nuova giunta ad occuparsi della richiesta convenzione quinquennale.
«Non abbiamo potuto farlo noi – spiega Bonifazi – perché agli uffici non risulta arrivato il pagamento delle due rate scadute, ma nemmeno la richiesta di pagamento delle fatture quietanzate». Un importo che per il Comune è di 11.577 euro.
«Non potevo ovviamente portare in consiglio comunale lo scorso 19 aprile – aggiunge il primo cittadino – una proposta di convenzione con due pareri negativi, uno dell’ufficio economato ed uno dell’ufficio tecnico. La nostra normativa dice che sono due partite diverse: Pincione prima deve pagare le rate del canone stabilito e puoi può avere il rinnovo della convenzione».
Bonifazi aggiunge di non capire «la questione di principio fatta dal presidente dell’Fc Grosseto. Lo stadio Zecchini vale dieci milioni di euro e lui ne paga solo quindicimila all’anno. E tra l’altro per la convenzione abbiamo preso la fascia più bassa: potevamo insomma farla anche più alta».
A chi chiede un faccia a faccia tra Bonifazi e Pincione, il sindaco risponde in maniera molto tranquilla: «Non c’è bisogno che ci si metta intorno ad un tavolo: il problema può essere risolto benissimo dal loro commercialista o dal direttore marketing Iapaolo e dai nostri funzionari».
Il sindaco di Grosseto fa anche un piccolo passo indietro, tornando alla scorsa estate, «quando Camilli ci ha lasciato con le braghe a terra».
«Confesso – sottolinea Bonifazi – che abbiamo accolto con un sospiro di sollievo la loro venuta ed apprezziamo il lavo fatto dalla squadra: il campionato di serie D è duro ed il Grosseto è stato costretto ad iniziare dal niente. E nonostante questo si è garantito almeno il secondo posto, dopo aver onorato il campionato ed anche divertito gli appassionati; una posizione che potrebbe valere il ripescaggio in Lega Pro».
«Sapete che io ho fatto da garante – dice ancora – dopo aver utilizzato tanto del mio tempo per questa operazione. Ho cercato di inserirmi il meno possibile nelle discussioni e di rimanere equidistante dalle polemiche, anche se talvolta hanno riguardato persone che stimo e conosco».
Ad agosto, al momento di mettere nero su bianco sulla nuova società da presentare alla Figc il Comune ha chiesto a Pincione e ai suoi collaboratori di presentare un progetto. «Si tratta – spiega Bonifazi – di tre punti semplici semplici: a) raggiungimento dell’obiettivo di promozione in Lega Pro e in serie B; b) sviluppo di un robusto settore giovanile; c) progetto Academy, con una visione anche pedagogica.
«Abbiamo cercato di aiutare la società - secondo Bonifazi - a centrare gli obiettivi. Per noi non ci sono ostacoli. Nei giorni scorsi abbiamo dato in concessione il campo di via Austria all’Invicta, ma anche può utilizzarlo il Grosseto visti gli ottimi rapporti tra le due società. E credo che la nuova giunta sarà pronta a prolungare la convenzione. La società si deve solo inserire di più nel contesto cittadino».
«Con questa mia nota – conclude il sindaco – se vogliono iscrivere la squadra alla prossima stagione, meglio se in Lega Pro, non hanno problemi. Si può insomma andare avanti con la massima fiducia ed anche i tifosi devono stare tranquilli: noi vogliamo il bene della città e della società».
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