Lutto
I rifugiati scoprono le botteghe artigiane
Preziosa esperienza formativa per tredici giovani asiatici e africani grazie a Cna e a L’Altra Città
GROSSETO. Tredici ragazzi ventenni, provenienti da diversi Paesi dell’Asia e dell’Africa, reduci da esperienze drammatiche e attualmente ospiti dei centri di accoglienza gestiti dalla cooperativa sociale “Solidarietà è crescita”, hanno incontrato nelle ultime settimane alcuni artigiani, nelle loro officine e botteghe, allo scopo di migliorare la conoscenza del mondo del lavoro in Italia.
I ragazzi sono tutti richiedenti asilo in attesa di ottenere lo status di rifugiati, giovani fuggiti dai Paesi di origine per salvare la propria vita e cercare la libertà. Al momento si trovano in una situazione di sospensione. Per questo Cna e l’associazione L'Altra Città hanno pensato di offrire loro un’opportunità, inserendoli in un progetto destinato a persone inattive, cioè coloro che non lavorano, non fanno formazione e non frequentano la scuola.
Usando le risorse del progetto denominato “No-Neet”, cofinanziato da Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Cna e l’Altra Città, è stato messo a punto un percorso di orientamento, modellato sull'esperienza quasi decennale di Next level, un’esperienza basata sull’incontro tra artigiani e ragazzi e sulla riflessione dei ragazzi rispetto alle proprie potenzialità, al proprio spirito di iniziativa e di imprenditorialità.
«Questo è anche un modo – dice Renzo Alessandri direttore Cna – di far uscire questi giovani dallo spazio angusto dell’accoglienza, metterli a contatto con il mondo dell’impresa, come già facciamo con Next Level». E Simone Giusti, de l’Altra città, sottolinea l’importanza di aver trovato disponibilità di Cna e degli artigiani: «A contatto con gli imprenditori si può imparare non solo quel lavoro specifico, ma lo spirito di iniziativa e imprenditorialità che serve per fare tante cose: dal cercare lavoro all’iscrizione all’università. Si può imparare che qualsiasi cosa va conquistata e costruita».
Il percorso ha avuto inizio con una serie di incontri, durante i quali i ragazzi sono stati accompagnati sui luoghi di lavoro. Qui hanno potuto osservare le attività artigianali e confrontarsi con titolari e maestranze. Hanno collaborato al progetto la Fabbreria Maremma, i cantieri navali Cerulli, l’azienda Lanini lavorazione pinoli, “Il Fabbro” di Marco Sora, la sartoria Guidoriccio di Ribolla e Fedeli Arredamenti.
Il progetto No-Neet de L’Altra Città riguarda giovani tra i diciotto e i trent’anni che non sono inseriti in percorsi di formazione, istruzione o lavoro. Si tratta di una fascia particolare, le cui caratteristiche richiedono una pluralità di approcci, metodi e strumenti. In primo luogo la “ri-accensione” della motivazione. )
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