Sicurezza
Fiori d’arancio in cantina per dire sì tra le vigne
Il Comune di Gavorrano sta lavorando a una convenzione con i proprietari Tante le richieste da parte degli stranieri che così potranno sposarsi
GAVORRANO. Fiori d’arancio in mezzo alle vigne: così si corona il sogno di molti novelli sposi stranieri.
La crescente richiesta da parte di coppie americane, ma anche tedesche, austriache e quant’altro, di poter celebrare le proprie nozze tra le cantine sparse sul territorio di Gavorrano ha spinto l’amministrazione comunale a buttare le basi di una convenzione con i proprietari, in modo da poter celebrare in modo ufficiale il matrimonio in queste strutture. Non una cerimonia fittizia, ma un vero e proprio rito ufficiale, con tanto di responsabile dello stato civile e un membro della giunta. «Un’iniziativa che mira a valorizzare il territorio e le sue qualità» ha detto il sindaco Elisabetta Iacomelli.
È questa la novità vera e propria per cui si rende necessaria una convenzione. La legge impone infatti che matrimoni a rito civile possano essere celebrati ufficialmente in quei luoghi individuati dai Comuni e che soprattutto siano di proprietà degli stessi. A Gavorrano, ad esempio, è già stato istituito un regolamento a riguardo che prevede la possibilità di organizzare le nozze al Teatro delle Rocce, ai Bagnetti e ovviamente nella sala consiliare. Al contrario, la normativa vieta di celebrarle all'interno di spazi privati o non riconosciuti, dove sì è possibile mettere in piedi un matrimonio fittizio, che segue quello ufficiale allestito in Comune. Ecco: la convenzione che ha in mente l’amministrazione vuole scavalcare questo vincolo, andando a ufficializzare le cerimonie anche negli spazi privati. Basterà rispettare pochi punti stabiliti dalla legge e inseriti nella convenzione, come la presenza di una “casa Comunale” all’interno della struttura, ossia un fondo grande 25 metri quadrati dove poter svolgere la cerimonia.
In questa stanza arriveranno dal municipio un responsabile dello Stato civile e un membro della giunta - anche queste figure volute dalla legge - ed ecco che il fatidico sì potrà essere pronunciato anche nelle varie cantine della zona mineraria.
Sono queste infatti, le cantine, il sogno proibito degli stranieri, che sembrano prediligere soprattutto le campagne di Casteani. In molti lo hanno già avverato negli ultimi due anni, organizzando nozze fittizie in mezzo alla vigna, ed è proprio da loro che nasce l’idea dell’amministrazione: alcune coppie tedesche e americane sono rimaste stupite di dover fare un primo passaggio in municipio, chiedendo spiegazioni ai responsabili.
Con la convenzione, invece, questo problema sarà risolto una volta per tutte.
L’invito ad aderire sarà rivolto a tutte quelle cantine che offrono anche un servizio di ricezione e ristorazione, godendo anche di un fattore estetico, in grado di farle rientrare nei parametri voluti dalla normativa. «La nostra intenzione è quella di valorizzare le attività del territorio e creare maggiori possibilità per il turismo» hanno spiegato a più voci i membri dell’opposizione durante il consiglio comunale di mercoledì mattina, in cui è stato approvato l'atto che metterà le basi alla convenzione.
Decisioni già viste in Maremma, dalla vicina Scarlino, dove ci si può sposare nella cornice affacciata sul mare delle Terre Rosse, fino alle coste dell'isola del Giglio, dove il sì per sempre si pronuncia direttamente sulla spiaggia.
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