Il Tirreno

Grosseto

Discariche abusive Bellacchi a giudizio

di Pierluigi Sposato
Discariche abusive Bellacchi a giudizio

Il presidente del Consorzio Bonifica e l’escavatorista devono rispondere dei rifiuti trovati vicino alle idrovore

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GROSSETO. Il presidente del Consorzio Bonifica Grossetana, Fabio Bellacchi, è sotto processo per i rifiuti ritrovati nel luglio 2011 a Barbaruta e a Casotto Venezia, nei pressi dei rispettivi impianti idrovori. Con l’escavatorista Mauro Dainelli, è imputato di attività non autorizzata di smaltimento rifiuti, anche pericolosi, e della realizzazione di due discariche non autorizzate. Il solo presidente deve rispondere anche di aver disposto la demolizione e la rimozione delle tubazioni per acquedotto in cemento armato, lavori che avrebbe fatto eseguire a personale non in possesso dei requisiti di legge, senza predisporre il piano di lavoro e omettendo di presentare la notifica all’organo di vigilanza.

Erano intervenuti i carabinieri del Noe, che avevano effettuato campionamenti e messo sotto sequestro le due discariche. A Casotto Pescatori era stato trovato anche dell’amianto, oltre che ferro, acciaio, plastiche da demolizione e filtri olio motore. A Barbaruta, erano spuntati fuori apparecchiature elettriche ed elettroniche, imballaggi contaminati da residui di sostanze pericolose, pneumatici, legname, cavi elettrici, imballaggi, materiale da attività di costruzione e demolizione come anche veicoli fuori uso. Queste le imputazioni, per le quali è in corso il processo davanti al giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi.

Dopo i testimoni dell’accusa, ora è il momento di quelli della difesa, chiamati dall’avvocato Roberto Baccheschi, difensore di Bellacchi (Dainelli è assistito dall’avvocato Alberto Vannetti - per l’accusa c’era il viceprocuratore onorario Pamela Di Guglielmo): ieri ne sono stati citati sei, in qualità di dipendenti del Consorzio, i quali hanno sostanzialmente affermato di ignorare la provenienza di quel materiale e hanno ribadito che comunque, in ogni tipo di operazione, l’ente ha sempre preteso un modus operandi rispettoso delle regole.

L’istruttoria non è terminata, deve ancora essere sentito un testimone. Il giudice ha aggiornato a giugno la prossima udienza.

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