Il Tirreno

Grosseto

Alberghiero senza cucine Genitori e studenti in piazza

di Ivana Agostini
Alberghiero senza cucine Genitori e studenti in piazza

Centinaia al corteo di protesta che ha sfilato per le strade del centro Il timore delle famiglie: «Vogliamo laboratori garantiti per tutti i 5 anni»

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ORBETELLO. «Vogliamo le cucine e le vogliamo...ieri». Questo uno degli slogan che un centinaio fra genitori e alunni dell'istituto enogastronomico hanno urlato lungo corso Italia nel loro corteo di sensibilizzazione che avevano organizzato. Dire di volerle ieri sta a significare che le stanno aspettando da troppo tempo, tanto da aver perso la speranza e la fiducia.

L'istituto non ha le cucine interne, questo il problema ormai da anni. «Vogliamo che non cali l'attenzione sulle nostre richieste - hanno detto i genitori a margine del corteo - vogliamo che chi ha la competenza a fare non si dimentichi che con noi ha un conto aperto che deve saldare». «Noi protestiamo non contro qualcuno - hanno ribadito per sgomberare il campo dalle strumentalizzazioni - noi protestiamo per aver ciò che è un diritto per i nostri figli».

Al fianco dei genitori, molti assenti per problemi di lavoro, e dei ragazzi, anche alcuni docenti. «La nostra è una forma legittima di protesta - ha detto un’insegnante - non è un attacco alla sindaca o all'amministrazione. Protestiamo qui perché abbiamo avuto come interlocutore l'amministrazione e quindi a lei chiediamo e facciamo presenti le nostre istanze. I soldi - ha continuato - forse andavano dirottati con più coraggio, forse poteva essere fatto di più rispetto a quello che è stato fatto fino a qui. Forse hanno sbagliato per 5 anni». La paura che hanno tutti è di essere dimenticati. Ieri durante il corteo alcuni negozianti hanno mostrato solidarietà ai genitori e agli studenti.

Molta la gente che si è fermata per la via a chiedere cosa stesse succedendo e quale fosse il motivo della protesta. «Un alberghiero senza cucina è come chiedere a un pittore di dipingere senza una tela - ha spiegato una insegnante - la cucina è un diritto dei ragazzi».

Fra i timori quello di perdere iscrizioni a vantaggio di altri istituti, come Grosseto ma anche Montalto e addirittura Spoleto. «Questa scuola ha già sfornato degli ottimi professionisti - ha detto una mamma - potrebbe andare ancora oltre e preparare ancora con più professionalità gli chef o altre figure». Avere le cucine interne vorrebbe dire acquistare anche in qualità e diventare ancora più eccellenti. «Mio figlio che adesso è in prima - ha chiesto un altro genitore - se non arrivano le cucine avrà garantiti per tutti e cinque anni i laboratori?». Gli interrogativi sono tanti. Nel frattempo venerdì anche i tecnici della Provincia e quelli del Comune hanno firmato la convenzione che autorizza l'ente lagunare a farsi carico dei lavori. Proprio il Comune sta dando incarico a un ingegnere di finire il progetto esecutivo. I genitori e i ragazzi sono sempre lì, vigili e pronti a tenere alta l'attenzione. «Noi andremo avanti».

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