La protesta
«Voto Peep, la Cassazione ha sancito la legittimità»
Il segretario del Comune replica alle osservazioni del consigliere Felicioni «Piandelaghi e Biliotti non solo si sono astenuti ma si sono anche allontanati»
GROSSETO. Il conflitto di interessi? Non c’è. Gli interessati non solo si sono astenuti ma si sono anche allontanati dall’aula al momento del voto.
È la sintesi della lettera che il segretario generale del Comune di Grosseto ha inviato in risposta alle osservazioni del consigliere Massimo Felicioni (tra i destinatari anche sindaco, funzionari, presidenti di commissione e organi di stampa) a proposito della deliberazione di riconoscimento del debito fuori bilancio generato dall'acquisizione del terreno area Peep "Villa Pizzetti". Nel mirino Saimo Biliotti e Daniela Pinadelaghi. «L'impostazione legale della questione sul presunto conflitto di interesse dei consiglieri Piandelaghi e Biliotti data dal sottoscritto, su richiesta del presidente del consiglio comunale, in sede di trattazione in consiglio comunale dell'argomento, giusto verbale in atti n.103 del 16/11/2015, si è rivelata corretta sotto il profilo della legittimità».
E Venanzi riprende una sentenza della sesta sezione penale della Cassazione sul conflitto di interessi, la 12539 del 26 marzo scorso. «Come noto - aggiunge il segretario - i succitati consiglieri comunali, tra l'altro debolmente interessati alla vicenda, avevano partecipato a due delle sedute indette della competente commissione ove, fra l'altro, non era stata assunta alcuna decisione e nelle quali erano stati solamente ascoltati il sottoscritto, il legale dell'ente, il responsabile del procedimento ed altri soggetti interessati a vario titolo al procedimento. La Suprema Corte di Cassazione ha, nella sentenza, messo in evidenza che I'art. 78 comma 2 del decreto legislativo 267/2000 impone agli amministratori l'obbligo di astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione delle deliberazioni riguardanti interessi propri senza ricomprendere però l'obbligo di allontanarsi dall'aula. Nel caso di specie, "ad abundantiam" non solo i consiglieri comunali Piandelaghi e Biliotti non avevano preso parte alla discussione ed alla votazione della deliberazione, rispettando l'accennato obbligo di astensione, ma si sono anche allontanati dall'aula».
A giudizio del segretario generale del Comune di Grosseto «la sentenza della Suprema Corte di Cassazione pone una pietra tombale sulla vicenda e sancisce che, dopo mesi di illazioni, accuse di illegittimità, sedute della commissione di garanzia e vari comunicati stampa, i rilievi e le osservazioni mosse, alla prova dei fatti, risultano sostanzialmente prive di ogni fondamento giuridico. Tale sentenza, tra l'altro - è la chiusura della lettera a Felicioni - , fa venire meno uno dei pilastri delle motivazioni dei ricorso presentato da Co.mi.t. e altri», facendo quindi capire che il ricorso al Tribunale amministrativo regionale potrebbe non avere alcuno sbocco.
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