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Va in pensione il dipendente dei record

Va in pensione il dipendente dei record

Atleta formidabile a dispetto di un trapianto, Mario Fazzi lascia il municipio dopo 36 anni

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CASTEL DEL PIANO. Mario Fazzi, casteldelpianese doc, classe ’54, impiegato comunale da 36 anni, dal primo maggio va in pensione. «Alla festa che farò al ristorante da Venerio - dice - dirò due parole in ciolo, il dialetto di Castel del piano che stiamo, purtroppo, perdendo e saluterò gli amici. Un po’ di magone ce l'ho, perché nel mio posto di lavoro ci sono stato benissimo. Ma adesso le priorità saranno famiglia e salute».

Ma Fazzi ci tiene subito a puntualizzare che i problemi di salute, però, non gli hanno mai impedito di andare a lavorare e anzi, di fare sport dove ha conquistato premi e riconoscimenti: «Sono arrivato negli uffici comunali il 18 agosto 1980 - dice - e ho visto cambiamenti epocali. Nell’80 quando arrivavo in ufficio accendevo il fuoco, ora accendo il computer. Ma la mia prima macchina da scrivere è sempre lì, nel tavolo, anche se non si usa più». Fazzi ha fatto un lavoro di segreteria pura: controllo atti deliberativi, coordinamento e archiviazione, tutta la parte burocratica di cui necessita un comune: «Ma ho avuto anche tanti contatti con la gente e questo mi ha gratificato parecchio», aggiunge.

Mario Fazzi è un trapiantato di reni dagli anni ’90 e come trapiantato ha partecipato, come membro dell’Aned, a molte gare sportive, conquistandosi allori a non finire: «Cominciai - racconta - nel ’93 a Vancouver in Canada e conobbi Saverio Pagliuca, il noto campione trapiantato di cuore da cui è stato tratto il film “Il maratoneta”. Mi innamorai della marcia e cominciai ad allenarmi con passione. Da allora ho partecipato a un sogno. Nel 1995 vinsi l’oro a Manchester per 5 chilometri di marcia e l'anno dopo in Francia conquistai l'oro nel biathlon. Fu in questa occasione che mi fermai a soccorrere un atleta che si era sentito male. Mi fu dato, per questo, un ringraziamento internazionale per il mio fair play di cui vado fierissimo. Poi altri premi: a Sidney, poi in Ungheria e di nuovo in Canada nel 2005 con l’argento conquistato. «Quella - dice Fazzi - è stata l’ultima volta, ma spero di poter partecipare ancora da pensionato ai campionati dei trapiantati, magari giocando a bocce».

Lavoro e giochi con l'Aned sono stati entusiasmanti per Fazzi: «Ho lavorato 42 anni e 10 mesi di cui 36 in comune a Castel del Piano - dice - Lavoro e giochi sono state le esperienze di vita più profonde. Ho conosciuto storie emozionanti e coinvolgenti. Come quella di una coppia che aveva un bambino con la leucemia. Per salvarlo, dettero alla luce una bambina che ha salvato il fratellino con il trapianto di midollo. Poi si ammalò la sorellina e a questo punto fu il fratello a salvarla. Storie importanti che non scorderò mai».

Adesso, da pensionato, Fazzi non si fermerà: «Seguirò l'iniziativa di attivare il consenso al trapianto sulle carte di identità. Poi passeggiate e funghi, fotografie e scrittura», dice. (f.b.)

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