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Sui pattini e con i guantoni, addio a Banti

Sui pattini e con i guantoni, addio a Banti

FOLLONICA. La comunità follonichese piange la scomparsa di Luca Banti: con lui se ne va un po’ della storia di Follonica. Ieri mattina l’ottantenne del golfo è andato, come accadeva oramai da qualche...

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FOLLONICA. La comunità follonichese piange la scomparsa di Luca Banti: con lui se ne va un po’ della storia di Follonica. Ieri mattina l’ottantenne del golfo è andato, come accadeva oramai da qualche anno a questa parte, all’ospedale di Massa Marittima per sottoporsi alla dialisi: dalla città del Balestro Banti non è tornato perché purtroppo il suo cuore ha smesso di battere proprio quando era attaccato al macchinario che gli permetteva di vivere.

Luca Banti, sposato con Graziella Romagnoli con cui ha avuto due figli, Emanuele e Alessandro oggi cinquantenni, ha fatto parte della storia di Follonica. Classe 1935, ha lavorato alle acciaierie piombinesi fino all’età di cinquant’anni quando per lui è scattato il prepensionamento e finalmente è arrivato il tempo di godersi il tempo libero. Ogni mattina comprava Il Tirreno per leggere ciò che accadeva nella sua Maremma.

Amava il mare, spesso usciva a pesca con la sua barca, era socio della Promomar, associazione sportiva che gestisce gli ormeggi del fosso Cervia, e faceva parte dei Marinai d’Italia, gruppo all’interno del quale aveva fatto parte del direttivo. Ma canna da pesca ed esche non erano l’unica sua passione: gran parte della sua vita infatti Banti l’ha dedicata allo sport e soprattutto agli altri, ai ragazzi, ai quali ha insegnato per molto tempo. Fondatore del Roller Club Follonica, faceva parte della squadra di hockey follonichese che per prima è riuscita ad arrivare in serie A: amava i pattini a rotelle e amava aiutare i ragazzi a imparare questa disciplina che è diventata poi un simbolo di Follonica. Non solo: Banti è stato un pugile affermato, ha partecipato ad una selezione preolimpica durante la sua carriera sul ring. Uomo impegnato e sempre attento a ciò che accadeva nella sua città, aveva moltissimi interessi dei quali gli piaceva parlare con gli amici di sempre, ma anche con chi era più giovane di lui. Ieri alla sala mortuaria dell’ospedale di Massa Marittima la famiglia ha accolto moltissimi follonichesi che hanno voluto salutarlo per l'ultima volta: la salma verrà portata a cremare a Livorno e poi seppellita al cimitero follonichese. (p.v.)

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