Il Tirreno

Grosseto

la direttrice dell’arpat

Spostamento della sabbia «Finora tutto regolare»

di Enrico Pizzi
Spostamento della sabbia «Finora tutto regolare»

GROSSETO. Saranno le analisi, tra una settimana, dieci giorni al massimo, a dire se le sabbie spostate dalla Marina di San Rocco da sud a nord del porto siano inquinate o meno. La direttrice generale...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Saranno le analisi, tra una settimana, dieci giorni al massimo, a dire se le sabbie spostate dalla Marina di San Rocco da sud a nord del porto siano inquinate o meno. La direttrice generale dell’Arpat, Maria Sargentini, a Grosseto per incontrare i Comuni costieri alla vigilia dell’avvio dei controlli sulle acque di balneazione, non si sbilancia. Ma sul passato non ha dubbi: quell’operazione di spostamenti di sabbie viene effettuata da anni e non ha mai dato problemi ambientali.

«Abbiamo sempre fatto, da anni – dice – i controlli su istanze che ci pervengono da soggetti diversi e devo dire che le analisi non hanno mai evidenziato parametri fuori da quelli di norma. Anche questa volta siamo intervenuti, prelevando campioni che sono in questo momento in laboratorio. Non posso anticipare quello che non so».

Su una cosa, però, la direttrice si sbilancia. «Per quanto riguarda gli idrocarburi – dice – non c’erano evidenze, al netto delle analisi, di questa presenza. Dopodiché il visivo conta relativamente, perché quello che conta sono le analisi».

Sargentini chiarisce anche la natura delle irregolarità rilevate lo scorso anno. «Non riguardano i parametri ambientali – spiega –. È stata contestata la modalità con cui veniva realizzato l’intervento ed è stato segnalato alla società e alle autorità competenti perché la segnalazione era dovuta».

Ha fatto discutere, poi, in questi giorni, la diversa modalità di intervento in altri porti dove avviene non uno spostamento di sabbia, come a Marina, ma un vero dragaggio dell’imboccatura, con la necessità di caratterizzare le sabbie prima di smaltirle.

«Nasce tutto dall’origine delle autorizzazioni – spiega la direttrice dell’Arpat – Quella per Marina risale al 1998 e dà certi obblighi di gestione. Quello che è intervenuto in tempi più recenti è più collegato a modalità desunte anche da norme ambientali più recenti. Posso solo dire che quell’attività è autorizzata, c’è un’ordinanza della capitaneria che individua precisamente le zone e i tempi in cui deve essere effettuata. Poi tutto è perfettibile».

L’incontro è stato poi l’occasione per spiegare cosa Arpat inizierà a fare, a giorni, per campionare e analizzare le acque maremmane e verificarne la balneabilità, per fare il punto con i Comuni «su eventuali criticità attese, e capire anche come muoversi nel caso in cui le criticità si presentino». Non che ci si aspetti qualcosa di catastrofico, «ma condizioni meteo particolari o condizioni particolari di gestione di alcuni impianti possono dar luogo a elementi di disturbo. Si tratta di capire con i sindaci quali sono le condizioni in cui si opera perché ci sia collaborazione e intesa, ma è anche il momento per capire se ci sono misure preventive da mettere in atto per avere maggiori garanzie».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa