Toscana
Feniglia, avanti tutta con le ruspe Vanno giù altre casette abusive
MONTE ARGENTARIO. Sono riprese le demolizioni delle casette sul tombolo della Feniglia. Va avanti la battaglia del Comune di Monte Argentario contro quelle costruzioni all’interno del tombolo che...
MONTE ARGENTARIO. Sono riprese le demolizioni delle casette sul tombolo della Feniglia. Va avanti la battaglia del Comune di Monte Argentario contro quelle costruzioni all’interno del tombolo che collega il promontorio al territorio lagunare. E ieri mattina c’è stata un’ulteriore e decisiva fase: gli operai della ditta incaricata dall’Amministrazione hanno iniziato a smantellare tre dei dodici edifici rimasti ancora in piedi.
L’annuncio è stato dato direttamente dal sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli e dal segretario Lucio Luzzetti. «Questa fase dovrebbe essere l’ultima o la penultima – sottolineano – Non è certo che si completi l’operazione adesso, ma di sicuro faremo un bel passo in avanti; qualche proprietario ha deciso di demolirla da solo; c’è motivo di pensare che prima dell’estate tutta la Feniglia possa essere completamente bonificata».
Si tratta di una battaglia legale durata tantissimi anni dopo la costruzione delle prime casette, messe in piedi nel 1962. Alcuni hanno fatto addirittura ricorso alla Corte Europea, ma il Comune è andato avanti per la sua strada. «Chi mi ha preceduto – dice il sindaco – aveva deciso di tenere la testa sotto la sabbia. Pensare che una spiaggia così bella abbia a pochi metri questa sorta di Casba, con tanto di tetti in eternit, è veramente una bruttura. L’area tornerà alle sue origini, perché non c’è nessuna idea da parte dell’Amministrazione di renderla edificabile: era spiaggia e tornerà spiaggia».
La battaglia dell’attuale Amministrazione argentarina è iniziata nel 2011: durante gli ultimi cinque anni sono state abbattute ben 54 casette. «E stata una battaglia legale durissima – aggiunge il segretario Luzzetti – con cinquantacinque sentenze a favore dell’Amministrazione e con la condanna dei responsabili al pagamento delle spese. Oggi il percorso è in fase di completamento, mentre per le ultime tre da tirare giù aspettiamo le sentenze definitive. In tre, invece, hanno deciso di demolire da soli: lo faranno a breve. Al momento, inoltre, ci sono alcuni extracomunitari che stanno occupando abusivamente una casetta, speriamo che se ne vadano in tranquillità. L’eternit presente, inoltre, deve essere smaltito con accorgimenti e costi particolari: c’era un’area con delle lastre rotte e interrate, abbiamo speso 24.000 solo per smaltire quelle. C’era anche un discarica creata da qualcuno che buttava là spazzatura, stiamo eliminando anche quella».
Ma ci saranno ancora ricorsi? «Qualcuno ha impugnato l’ordinanza sullo slaccio dell’energia elettrica per le demolizioni – è la risposta – ma noi tiriamo giù. È loro diritto ricorrere, ma noi, quando abbiamo i documenti dalla nostra, andiamo avanti».
Andrea Capitani
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