Sicurezza
A Borgo Carige l’ultimo saluto a Emilio Capitani
Lo ricorda il sindaco Bellumori: «Un uomo di poche parole e con una grande passione per la vigna e la sua Ducati»
CAPALBIO. «Un uomo di poche parole, con una grande passione per la sua vigna e la sua Ducati».
Così Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, ricorda Emilio Capitani, l'uomo scomparso in un tragico incidente nel pomeriggio di martedì mentre percorreva la Siena-Grosseto a bordo della sua Alfa Romeo 147. E mentre andava tranquillo verso Siena la sua auto ha invaso la corsia opposta andandosi a scontrare frontalmente con un tir che viaggiava in direzione Grosseto. Uno schianto terribile che è costato la vita al capalbiese il cui corpo è rimasto a lungo incastrato fra le lamiere della sua vettura. Capitani è stato riconosciuto soltanto grazie ai documenti in tarda serata.
La salma di Capitani arriverà nella chiesa di Borgo Carige oggi vero le 14 e i funerali saranno celebrati alle 16.30. Già ieri sembrava che la salma dovesse fare ritorno, da Siena, all’obitorio del San Giovanni di Dio. I suoi ex colleghi della Racchetta, infatti, si erano organizzati per andare ad accogliere il feretro e rendergli omaggio. Qualche pratica burocratica, però, ha fatto poi cambiare i tempi del ritorno a casa di Emilio.
Capitani era una persona riservata, amava la sua terra che coltivava con passione. In gioventù, aveva avuto anche la passione per il gioco del pallone che però a 17 anni aveva lasciato. La sua vita l'aveva così passata a lavorare in campagna nel podere del babbo, coltivando con grande passione un vigneto. «Lo aveva rinnovato come un giardino - dice Bellumori - circondato da ulivi, come facilmente si può vedere volgendo lo sguardo verso destra percorrendo la provinciale Aurelia-Capalbio all'altezza del bivio di Carige Alta». Amava la quiete della campagna ma anche il rombo della sua Ducati. «Era un'altra sua passione - continua il sindaco - Era un uomo di poche parole e un grande lavoratore. E' stato per un periodo volontario nell'associazione di protezione civile e volontariato ambientale La Racchetta sezione di Capalbio».
Emilio ha lasciato i genitori, la moglie, due fratelli e una sorella. Proprio uno dei fratelli, martedì sera, quando ha avuto la notizia della morte di Emilio ha accusato un malore. La morte di Capitani ha lasciato la piccola comunità capalbiese senza parole. «Dopo anche diversi anni che si svolge il ruolo di sindaco in un paese di poco più di 4000 anime -dichiara Bellumori - si pensa ormai di avere l'esperienza per poter affrontare le difficili situazioni di distacco dovute ad eventi non ponderabili e accidentali. Quando però uno dei nostri se ne va cosi, ti rendi conto che è un pezzo che manca e che la comunità tutta ne avverte l'assenza e ha un sussulto. In questo momento di profondo dolore - conclude - un abbraccio alla mamma Mirella, al babbo Manlio, alla sorella Manuela e ai fratelli Giovanni e Giuliano. Un dramma che è un dolore immenso per la famiglia e l'intera comunità».
Ieri sera nella sala del cinema Tirreno della Carige era in programma, organizzato dal Pd locale, un incontro sui rifiuti che, per rispetto nei confronti della famiglia, è stato rimandato.
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