Il Tirreno

Grosseto

«Pronti a chiedere il sequestro del video»

di Francesca Ferri
«Pronti a chiedere il sequestro del video»

Fronte compatto a Marina contro le accuse di inquinamento

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MARINA DI GROSSETO. Fronte compatto per tutelare l’immagine di Marina di Grosseto e volontà di andare fino in fondo sul piano legale, chiedendo il sequestro del video e l’allontanamento dei suoi autori dalla zona del porto.

«Siamo tutti uniti, siamo tutti sulla stessa barca. C’è volontà di lavorare insieme». Il sindaco Emilio Bonifazi apre la conferenza stampa convocata al porto di Marina di Grosseto. E lo fa con una dichiarazione di unità di tutti gli operatori e delle istituzioni al fianco della Marina di San Rocco, la società proprietaria del porto che si è ritrovata con addosso un’accusa infamante – inquinare la spiaggia – a causa di un video diventato virale su Facebook, girato dalle autodefinitesi “iene maremmane” Lorenzo Mancineschi e Davide Rossi, e che mostra il funzionamento dell’idrovora usata all’imboccatura del porto e sul lato sud per spostare la sabbia e fare ripascimento sul lato nord.

Un’operazione che il porto esegue da tredici anni e sulla quale la stessa società, il Comune, la Regione e la guardia costiera hanno da subito allontanato dubbi di qualsivoglia natura.

Ieri il primo cittadino, l’assessore al turismo Luca Ceccarelli, la Marina di Scarlino con il suo presidente, l’avvocato Luciano Serra, che è anche presidente di Assonat, l’amministratore delegato Felice Serra, la capitaneria di porto con il maresciallo Andrea Porzio e tutte le associazioni di categoria del commercio, della ricezione, dei balneari, i sindacati, la Pro loco e il Circolo nautico, si sono dati appuntamento per ribadire il concetto e per far fronte compatto contro le accuse. Non si contano, infatti, le disdette di prenotazioni per la stagione e le telefonate da tutta Italia di chi ha visto il video e, preoccupato, ha chiesto spiegazioni.

Stamani a Grosseto arriverà anche la direttrice dell’Arpat Maria Sargentini per un incontro, già programmato, con i sindaci della costa, in cui spiegherà le azioni dell’Agenzia a tutela del mare in vista della stagione (sala Pegaso alle 11).

«Accolgo in pieno le parole del sindaco Bonifazi: bisogna fare squadra tutti insieme», dice Luciano Serra.

Sul piano operativo, come già annunciato, l’avvocato sta preparando la denuncia «per diffamazione, calunnia e per essere entrati nel cantiere», dice, contro le “iene maremmane”, delle quali è intenzionato a chiedere che non possano avvicinarsi al porto.

«Menomale finora non l’ho incontrato, sennò mi toglievo i panni di avvocato e...», dice Serra. L’avvocato chiederà anche che il video venga sequestrato. «Il risarcimento danni lo gireremo al Comune e agli operatori locali», ripete. E fa anche presente che lo stesso Mancineschi, in un precedente post del 20 febbraio, aveva affermato che quella che usciva dalla sonda era semplice sabbia, «nulla di inquinante».

Il maresciallo della guardia costiera Andrea Porzio si dichiara a disposizione di chiunque sia interessato per chiarimenti e per mostrare gli atti sui lavori.

Anche l’assessore al turismo Ceccarelli abbraccia il pensiero del sindaco. «Ho ritenuto giusto mettere l’elmetto e scendere in trincea per esprimere vicinanza e solidarietà agli operatori», dice.

«Il sistema Marina deve fare una campagna comunicativa permanente sugli stessi mezzi su cui è circolato il video che ha provocato il danno», sostiene.

Serra ripete anche la necessità dei lavori effettuati dall’idrovora, che spiega, costano 300.000 euro all’anno.

«Siamo obbligati a farli per l’accordo di programma, perché altrimenti saremmo invasi da una marea di sabbia. Faccio presente che a Castiglione della Pescaia la sabbia la comprano dal Po…».

E proprio sui lavori, il sindaco Bonifazi non esclude che si possano trovare altre modalità, «ad esempio – dice – rilasciare la sabbia in mare. Anche se poi ci sarà sempre qualcuno che si metterà a dire che c’è qualche cosa sotto…». Anche sull’ipotesi di far decantare la sabbia prima di riversarla sul lato da rimpinguare, Bonifazi si dice pronto a valutare con la Marina di San Rocco e la capitaneria «eventuali altre modalità». Va precisato, comunque, che la capitaneria è competente solo per l’aspetto che riguarda la navigazione; le autorizzazioni fanno capo alla conferenza dei servizi tra Marina di San Rocco, Comune, Regione (e all’epoca anche la Provincia di Grosseto).

Dal canto loro gli operatori sono preoccupati ma pronti a risollevare l’immagine di Marina di Grosseto.

Federico Galli del Bagno Moderno chiede un riferimento unico di informazione su Internet dove pubblicare i dati relativi alle analisi da rilanciare sul web.

Gloria Faragli, direttrice di Confesercenti invita a convocare l’Osservatorio turistico di destinazione e propone di usare i proventi della tassa di soggiorno per rafforzare il marchio della costa grossetana.

Gabriella Orlando, direttrice di Confcommercio, invita a ricominciare a parlare in termini positivi di Marina. Quanto ai danni sul settore provocati dall’allarme, «aspettiamo di vedere i dati dei nostri associati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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