Sicurezza
Lampioni e illuminazione «Così risparmio 1 milione»
Vivarelli Colonna presenta un piano per rendere più efficiente la rete cittadina «Il Comune non spenderebbe un euro e garantirebbe più servizi». Ecco quali
GROSSETO. Pubblica amministrazione sprecona ma avara di servizi? Non è detto che sia per forza così. Parola del candidato a sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che chiama a raccolta un ingegnere follonichese di esperienza – Marco Rodriguez – per mettere sul piatto della bilancia un progetto che cambi il sistema dell’illuminazione cittadina. Se venisse realizzato – secondo gli ideatori – farebbe risparmiare, a regime e una volta ammortizzato l’investimento iniziale, «un milione di euro, cioè il 50% di quanto oggi Palazzo civico spende per questo capitolo del bilancio».
“Illumina il presente e progetta il futuro”, lo battezzano così il piano di efficientamento energetico che porterebbe non solo ossigeno alle casse pubbliche ma anche virtuose novità per la vita cittadina. «Il Comune – esordisce Vivarelli Colonna – ha speso nel 2015 più di due milioni e 400.000 euro per i soli lampioni. È necessario una politica di riduzione delle spese e degli sprechi».
E vediamo cosa si può fare, secondo la filosofia del progetto. «La sostituzione delle lampade con quelle al Led – dettaglia Rodriguez – assicura un risparmio del 20%, ma è necessario un progetto innovativo per poter incidere efficacemente su quella che è la terza voce del bilancio comunale».
«Gli impianti di illuminazione pubblica – spiega l’ingegnere – prevedono un “armadio” (o punto di erogazione), dal quale parte una linea di lampioni, che quindi possono essere o tutti accesi o tutti spenti. Gli armadi fanno capo a una centrale generale che comanda l’accensione di vari gruppi di linee di lampioni». Se sia nella centrale che nei vari armadi venissero installati congegni elettronici che modificano lo stato di on e off di ogni singola linea e venissero inseriti altrettanti apparati elettronici su ogni lampione, si potrebbero governare tutti i singoli lampioni della città. E cioè – secondo Rodriguez – si potrebbe decidere, ad esempio, di spegnerne alcuni lungo un rettilineo dove non è necessario che tutti siano in modalità on; o potenziare l’emissione di luce altrove: ad un incrocio, in prossimità di un attraversamento pedonale, in una zona buia e isolata; si potrebbe inoltre sapere in tempo reale se funzionano o sono guasti. Così, spiega il professionista, si ridurrebbero di circa il 10% i costi per la manutenzione e la sorveglianza; grazie alla possibilità di “dosare” l’illuminazione a secondo dei luoghi verrebbe garantita un’ulteriore corrosione del 25% della spesa.
Come realizzare tutto ciò? «L’adozione di queste metodologie – spiegano Vivarelli e Rodriguez – sono possibili grazie a contratti con i fornitori di energia, sia con soggetti iscritti in Consip sia attraverso gare con le Esco». «È un progetto rivoluzionario per il quale – continua Vivarelli Colonna – il Comune non sborserebbe un euro in più di quello che sta già spendendo. Il capitale sarà trovato attraverso il risparmio energetico, una volta realizzato l’ammodernamento della rete. Non solo. Su ogni lampione potrà essere installato ogni tipo di apparecchio elettronico per offrire servizi di videosorveglianza, rilevamento dati meteo o agenti inquinanti, controllo dei depositi per i rifiuti urbani, dei trasporti e dei parcheggi pubblici, totem informativi per cittadini e turisti, punti Sos e emergenza, fino agli hot-spot per il Web in wi-fi.
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