Sicurezza
Quattro micini salvati dal cassonetto dei rifiuti
In piena notte a Santa Fiora due ragazzi sentono dei miagolii e danno l’allarme: l’Enpa e il veterinario intervengono, ora due gatte stanno allattando i trovatelli
SANTA FIORA. Una catena umana solidale riesce a salvare in piena notte quattro gattini appena nati gettati nei secchi della spazzatura. Quattro gattini di un giorno abbandonati in un cassonetto dell’immondizia a Santa Fiora, sul monte Amiata, in pieno centro.
Sentono flebili miagolii di disperazione, due ragazzi, e col supporto dell’Enpa Amiata guidata da Lara Banchini e dell’immediato intervento del veterinario Emilio Pii e della figlia Ilaria, sono adesso al sicuro. Non si sa, però, se riusciranno a salvarsi. La prognosi sarà sciolta solo fra una quindicina di giorni.
Il fatto arriva a poca distanza da uno simile, avvenuto a Castel del Piano due o tre settimane fa. «In tre settimane – spiega Lara Banchini – sono ben due gli episodi di questo tipo. Il primo a Castel del Piano dove una signora ha trovato due gattini nel cassonetto dell’immondizia. La signora telefonò subito all’Enpa, ma poi ha provato a tenerli presso di sé e a strapparli alla morte. Le sue cure sono state preziose, ma non sono bastate, perché uno di loro è morto oggi», spiegava ieri la presidente dell’Enpa. Che aggiunge che la signora ha sporto denuncia ai carabinieri.
Dopo pochi giorni, adesso, l’episodio di questi quattro cuccioli di gatta a Santa Fiora. E stavolta è la Banchini a muoversi con le autorità: «Sporgerò denuncia martedì», cioè oggi, dice. La sorte dei quattro gattini sarebbe stata segnata se i loro miagolii ormai debolissimi non fossero stati sentiti, alle 2 di notte fra sabato e domenica, da due ragazzi.
I lamenti provenivano da un cassonetto della spazzatura posizionato davanti a un pub santafiorese. I ragazzi non hanno esitato un attimo e li hanno tirati fuori di lì.
Erano chiusi dentro un sacchetto giallo e blu che era stato usato, prima di avvolgerci loro, come contenitore di mangime per gatti. Erano bagnati e tremavano. I ragazzi, non sapendo a chi rivolgersi, hanno telefonato all’Enpa per chiedere aiuto. «Viste le condizioni degli animali, che i ragazzi mi hanno ben spiegato – racconta la Banchini – ho detto loro di non perdere tempo e di portarli subito dal veterinario. Loro stessi si sono offerti di andare immediatamente a Castel del Piano dove si trova lo studio Pii, perché era una vera corsa contro il tempo. Anche se erano le due di notte, il veterinario di Castel del Piano Emilio Pii e sua figlia Ilaria hanno risposto immediatamente al telefono ed erano già in studio quando i ragazzi sono arrivati. Hanno preso in carico i quattro gattini che sono stati consegnati loro ancora avvolti nella plastica in cui erano stati trovati».
Le condizioni dei mici sono apparse subito gravi. «Uno era in ipossia – continua a raccontare la Banchini – e i veterinari lo hanno dovuto rianimare. Tutti quanti, poi, erano in ipotermia, bagnati fradici. I due medici li hanno riscaldati sistemandoli sotto l’apposita lampada. È stato fatto tutto il possibile per strapparli da morte certa. La mattina, poi, sono andata a prenderli e li ho portati nel mio gattile – spiega la Banchini –. Ho due gatte che hanno partorito e dunque ho subito pensato che li avrebbero potuti allevare con gli altri loro piccoli». In un giorno i quattro fratellini hanno già fatto progressi. «Si attaccano alla gatta – spiega la presidente – e stanno al sicuro. Purtroppo, però, non sono ancora fuori pericolo. Per saperlo occorrerà aspettare un paio di settimane».
La presidente Banchini, comunque, vuole ringraziare i ragazzi e i veterinari. «Erano le due di notte – dice – eppure i veterinari si sono allertati subito e i ragazzi sono stati splendidi. Per questo fatto l’Enpa sporgerà denuncia contro ignoti, perché ricordo che si tratta di un reato. Anzi, chiedo a tutti quelli che abbiano visto qualcosa di denunciarlo, o alle forze dell’ordine o all’Enpa. Noi accettiamo segnalazioni anche in forma anonima. Ricordo pure che chi segue colonie feline o gatti randagi, può segnalarceli perché sia effettuata la sterilizzazione gratuita».
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