Sicurezza
«I pareri su Bagnore? Negativi»
Alcuni partecipanti all’incontro di sabato lo sottoscrivono
ARCIDOSSO. Un po’ di chiarezza sul caso Bagnore 4. È il risultato che un gruppo di cittadini sottoscrive – in un documento fatto recapitare al Tirreno – di aver ottenuto nel corso del dibattito che si è svolto sabato scorso ad Arcidosso nell’ambito della giornata antigeotermica “100 fiori contro la geotermia”, che si è tenuta contemporaneamente in diversi paesi della provincia di Grosseto, ma anche in Umbria e Lazio.
La giornata è arrivata dopo che l’ex dirigente regionale Fabio Zita ha dichiarato che ci furono pressioni politiche per far cambiare parere all’Ars sull’impatto sanitario della allora autorizzanda centrale geotermica Bagnore 4 di Enel green power.
«Abbiamo potuto prendere atto del contenuto dei documenti presentati da Sos Geotermia – spiegano i firmatari della nota – cioè dei famosi due pareri espressi dall’Agenzia regionale di sanità in occasione della Via di Bagnore 4 e richiamati dalle recenti dichiarazioni dell’architetto Zita. Abbiamo potuto verificare che entrambi erano negativi, senza possibilità di equivoci, sul contenuto sanitario dello Studio di impatto ambientale presentato da Enel, oggetto di valutazione della Regione in sede di rilascio delle autorizzazioni per Bagnore 4, mentre nel verbale conclusivo della stessa procedura di Via della Regione viene attribuito ad Ars un parere positivo».
La giornata si è svolta nonostante il tempo pessimo che ha impedito alcune manifestazioni all’aperto che erano state programmate.
Oltre al già citato incontro di Arcidosso, dove sono stati divulgati anche dei volantini, a Castel del Piano nella sala consiliare l’associazione TerrAmiata ha organizzato un punto informativo. Lo stesso a Pitigliano dove la manifestazione è stata organizzata da Maremma Attiva. A Monticello Amiata e Salaiola, non nuove a iniziative antigeotermiche, l’associazione Agorà CittadinanzAttiva ha organizzato intrattenimento e manifestazioni coinvolgendo, fra l’altro, le aziende locali del Lucherino, del Riccio, bar da Charlotte, minimarket Terni, azienda vinicola Basile, agriturismo Le Pianore, aziende Assolati, Perazzeta e Batani. Il ricavato delle consumazioni servirà per le spese legali del ricorso contro la centrale di Monte Labbro.
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