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Attacco in pieno giorno in un allevamento a Preselle

Attacco in pieno giorno in un allevamento a Preselle

SCANSANO. Ancora sangue nelle aziende degli allevatori di ovini. Nel pomeriggio del 24 aprile, a Preselle, nell’azienda Le Guinze di Franco Mattei, c’è stata ancora un’incursione di predatori. Una...

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SCANSANO. Ancora sangue nelle aziende degli allevatori di ovini. Nel pomeriggio del 24 aprile, a Preselle, nell’azienda Le Guinze di Franco Mattei, c’è stata ancora un’incursione di predatori. Una pecora sgozzata, una non trovata e probabilmente altre disperse. «Segni inequivocabili – dice Mattei – sono i buchi in gola e una mammella strappata; un’altra pecora è scomparsa e non riesco a trovarla. La conta definitiva a breve, quanto conterò i capi. Mi sembrava strano di rimanere immune a lungo dalla predazione di cui soffre la mia e le molte altre aziende della zona».

Il fatto è successo in pieno giorno, fra le 12 e le 17. Mattei si è accorto, appena tornato al pascolo, che qualcosa era successo. «Le 120 pecore – dice – tutte raggruppate in pochi metri, immobili e terrorizzate. Qui non cambia nulla. Ci obbligano a chiudere. Avranno altri progetti per questi territori. La geotermia, forse».

Franco Mattei, che alleva da 15 anni pecore di razza sarda, è uno dei pastori che da tempo sta sostenendo che la convivenza lupo pecore non è possibile e che non riesce a capacitarsi perché i politici non capiscano che «come gli allevatori in grado di tenere in ordine l’ambiente non c’è nessuno. Abbiamo trasformato e curato ambiente e paesaggio come fosse un quadro dipinto e tutto gratis. Certo, se politici e opinione pubblica vogliono l’abbandono hanno trovato la maniera giusta per farlo».

Da oltre 10 anni, l’allevatore de La Guinza prende posizione contro una politica che giudica sbagliata e al convegno di Manciano dello scorso 21 aprile ha portato una relazione del 2005 praticamente sovrapponibile alla situazione del 2016. «Undici anni di perdita di tempo», dice. E non manca la polemica sarcastica. «Siamo pochi come numero di allevatori, i nostri voti sono inutili. Faremo prendere la tessera elettorale alle pecore per contare di più». Parole amare anche quelle che Mattei rivolge a quelli che chiama «gli animalisti da salotto» che, dice, «parlano di ciò che non conoscono e vogliono insegnare ai pastori un mestiere che nemmeno lontanamente sanno cosa sia. Come sempre, chi sa, fa da sé. Chi non sa insegna». Mattei non ha molta voglia di dilungarsi a spiegare, ancora una volta, la necessità della pastorizia per la cura dell’ambiente, le motivazioni e le riflessioni fatte tante volte senza esito. «Dico solo – conclude – che la perdita di un’azienda ovina è la perdita di tanti posti di lavoro. Ma non solo per i pastori, anche per tutto l’indotto. Se non interessa nemmeno questo, va bene così». (f.b.)

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di Redazione web