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Borghi in lista? La richiesta continua a dividere il Pd

Borghi in lista? La richiesta continua a dividere il Pd

Roberto Daviddi, presidente della commissione di garanzia, smentisce la Siveri «Nell’ultima assemblea comunale nessuna decisione, nessun voto né indirizzi»

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GROSSETO. Continua il botta e risposta dentro il Pd sulla composizione della lista elettorale. La querelle verte sulla proposta di candidare Paolo Borghi e tutti i big del partito, avanzata dai borghiani nell’ultima Unione comunale. Il segretario Saimo Biliotti, attraverso il Tirreno, ha espresso parere negativo e Patrizia Siveri (area Borghi) ha contestato questa uscita nel metodo.

Ora sulla vicenda prende la parola Roberto Daviddi che, «in qualità di componente dell’assemblea dell’Unione comunale Pd-Grosseto nonché presidente della Commissione provinciale di garanzia Pd», a sua volta contesta la Siveri.

Daviddi premette di non voler «entrare nelle valutazioni più propriamente di merito espresse da Siveri», da discutersi, dice, nella prossima Unione comunale. Dopodiché parte con le precisazioni. In particolare sulle decisioni assunte nell’ultima assemblea: «Nell’ assemblea cui fa riferimento Patrizia Siveri, 26 presenti compreso lo scrivente su 90 componenti, non c’è stata alcuna votazione (unanime o a maggioranza) “sui criteri da valutare per la composizione della lista”», scrive Daviddi. «Ci sono stati gli interventi di vari componenti dell’assemblea che appunto hanno proposto i criteri sottolineati da Patrizia Siveri e di cui è stato ovviamente preso atto nelle conclusioni del segretario provinciale Simiani e del segretario comunale Biliotti. Ma senza alcuna decisione e/o votazione».

Daviddi affronta poi la questione della mozione di sfiducia a Biliotti, presentata dall’ala Borghi il 10 febbraio e poi “fermata” (secondo Siveri) dalla mediazione dei vertici regionali del Pd: «Mozione non proceduralmente conforme allo Statuto – dice Daviddi – da cui derivò comunque la decisione unanime dell’assemblea comunale, riunita di lì a pochi giorni per l'avvio delle procedure per le primarie, di aderire all’invito dei vertici regionali per attivare il cosidetto “strumento politico” (indicato da Siveri come “organismo paritario”) quale soluzione unitaria per la fase delle primarie e comunque fino alle elezioni del 5 giugno, ancorché anch’esso non previsto dallo Statuto».

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