Attenzione
Poste, la vittoria dei sindaci al Tar
Quattro uffici restano aperti grazie ad altrettante sentenze del tribunale: altri 11 casi da decidere
GROSSETO. Uniti si vince. Così dicevano i sindaci maremmani quando tutti insieme hanno risposto presente all’appello dell’Anci ad unirsi alla class action lanciata con l’Uncem contro i tagli agli uffici previsti da Poste Italiane. E oggi, dopo quasi due anni di battaglie e trattative andate a vuoto, i fatti danno ragione ai primi cittadini. O meglio sono i giudici del Tar Toscana a dar loro ragione, dato che nei giorni scorsi hanno accolto i ricorsi dei comuni di Massa Marittima, Roccastrada, Montieri e Castiglione della Pescaia perché non solo gli uffici postali rimangano aperti, ma anche non subiscano ridimensionamenti di orari. «Dopo il provvedimento di sospensiva con cui venne provvisoriamente fermato il dimezzamento dell’orario - dice il sindaco massetano Marcello Giuntini parlando della sede di Valpiana - arriva così il pronunciamento definitivo. Le Poste della frazione non corrono più nessun rischio di ridimensionamento: orari e servizi resteranno quelli precedenti ai paventati tagli di Poste».
Stesso discorso vale per Montieri, Punta Ala, Buriano e Torniella. Resta ancora in sospeso il destino di altri 11 uffici postali (Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgiali, Ravi, Borgo Carige, Monticello Amiata, Talamone, Montiano, Roccalbegna, Vallerona), ma data la direzione intrapresa dal Tar con queste prime quattro sentenze (identiche nei contenuti), è probabile che una decisione analoga possa arrivare già nei prossimi giorni. «La chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio di distribuzione degli uffici postali e, soprattutto, senza ponderare il pregiudizio alle esigenze degli utenti derivante dalla chiusura dell’ufficio individuando valide soluzioni alternative, a tutela della coesione sociale e territoriale».
Così recitano le sentenze per i quattro Comuni che hanno visto svanire i timori per la perdita di un servizio che specialmente nei piccoli borghi, popolati da anziani pensionati, è di vitale importanza. «Siamo molto contenti per il pericolo scongiurato: ci sembrava che oltre al danno che ci accomunava a molti altri Comuni della Toscana, per noi ci fosse anche una beffa da parte dell'azienda» continua Giuntini, soddisfatto dopo tante battaglie. Era l’estate del 2014 quando tutto ebbe inizio. In quei mesi infatti Poste Italiane preparò un piano di razionalizzazione che prevedeva moltissime chiusure degli uffici postali di piccoli centri toscani ed il taglio di servizi ed orari di apertura in altri, tra cui quindici maremmani.
Di fronte alla prima azione legale il Tar rigettò le eccezioni di Poste Italiane in merito al mancato confronto con le istituzioni locali, che doveva precedere le decisioni dell'azienda, come previsto dalla delibera dell'Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni). Quel confronto infatti non ci fu mai.
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