Il dolore
Nuova strage di pecore nel Maglianese
A poche ore dall’assemblea degli allevatori, attacco dei predatori all’azienda Giuliani: due capi uccisi e 14 scomparsi
MAGLIANO. A poche ora di distanza dalla grande convention sulle predazioni che ha raccolto al palazzetto di Manciano oltre 300 allevatori chiamati ad assemblea dal sindaco di Manciano Marco Galli, si è consumata, a Pereta, l’ennesima aggressione a un gregge.
Un’aggressione avvenuta giovedì alle 17, in pieno giorno. Uno scempio che ha visto protagonista l’azienda di Domenico e Moreno Giuliani, che vivono nel podere Arcioni a Pereta est nel comune di Magliano.
La famiglia, da sempre dedita alla pastorizia, mentre i veterinari – la mattina dopo la predazione – erano all’opera, ha espresso, disperata, la volontà di abbandonare il settore. «Non ce la facciamo più – commenta Domenico – c’è stata una carneficina: due pecore sgozzate, una capra, sette agnelli e sei pecore disperse. Ho fatto pure la denuncia ai carabinieri perché così non si può proseguire. Abbiamo le reti antilupo, ma per la notte. Il giorno queste povere bestie dovranno pur pascolare».
Della carneficina sono stati avvertiti da un vicino. «Ci ha detto pure – aggiunge Domenico – che c’è in giro un predatore con i cuccioli. Era qualche giorno che mi spariva qualche agnello. Ma pensavo a una volpe. E invece erano questi animali. Se la Regione non fa qualcosa siamo alla disperazione. Ci costringono a smettere».
È infuriato il vicepresidente regionale Cia e presidente grossetano Enrico Rabazzi costretto ancora una volta a trovare le parole per un suo associato vittima dei predatori.
«Come abbiamo detto a Manciano – tuona Rabazzi – non ci sono più parole, tutto ciò che rimane da dire è che i progetti di convivenza tra lupo e pecore sono tutti fallimentari, questi due animali insieme non possono convivere. Si decida e subito: o noi o i lupi. Se si intende dare valore alla pastorizia, pretendiamo subito che tutti i predatori, lupi o ibridi che siano, vengano eliminati, se necessario anche abbattuti. L’azienda in questione è dotata di tutti gli accorgimenti previsti da chi vuol insegnarci a fare il nostro mestiere: cani e recinzioni, ma anche questi non sono bastati, i lupi o gli ibridi che siano, arrivano in branchi e non temono niente e nessuno. Ci chiediamo cosa ci diranno gli ambientalisti della domenica quando gli attacchi saranno alle persone».
E Rabazzi coglie ancora l’occasione per lanciare un appello all’unità delle associazioni. Passo importante ma difficile, perché «l’incontro di Manciano che doveva essere al di là di ogni bandiera e pensiero politico, e nel complesso lo è stato e per questo ringraziamo il Sindaco Galli, è stato – dice Rabazzi – anche l’ennesima occasione per alzare la voce a proprio favore, per primeggiare e mostrare i muscoli, per fare propaganda e demagogia. Un gesto davvero deplorevole, una sfida a tutti coloro che avevano lasciato le aziende per venire a Manciano per chiedere il diritto di lavorare avere un futuro. Evidentemente anche tra chi dovrebbe tutelare il settore ci sono interessi diversi. Noi ci assumiamo la responsabilità di mettere la parola fine alle tante chiacchiere e di difendere il lavoro dei pastori con ogni mezzo consentito dalla legge. Basta pecore e lupi non possono convivere».
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