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La nuova scuola allo Scalo fa arrabbiare la Pro Loco

La nuova scuola allo Scalo fa arrabbiare la Pro Loco

SCARLINO. «Il centro storico di Scarlino è ridotto a un dormitorio per trecento persone». In questa frase c’è tutto il senso della denuncia della Pro Loco, che prendendo spunto dalla costruzione...

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«Il centro storico di Scarlino è ridotto a un dormitorio per trecento persone». In questa frase c’è tutto il senso della denuncia della Pro Loco, che prendendo spunto dalla costruzione della nuova scuola elementare dello Scalo racconta di come il capoluogo si sia svuotato dei servizi essenziali, «senza alcuna prospettiva di riconquista del suo ruolo di fulcro dell’attività direzionale ed amministrativa, che un tempo aveva e che, se recuperato, darebbe un senso all’aspirazione di quanti continuano a vedere, nella valorizzazione dei centri storici abitati, un ancoraggio con la storia e col paesaggio». Come detto, l’intervento dell’associazione parte proprio dalle nuove elementari che sorgeranno allo Scalo. «Sembra che la costruzione del nuovo edificio scolastico, decisamente sovradimensionato rispetto alle esigenze della scuola elementare della frazione, stia offrendo, per l’amministrazione comunale, l’opportunità di accentrare lì tutta la scuola elementare del comune o, addirittura, l’intera scuola dell’obbligo, elementare e media inferiore - dicono - Per i suoi sostenitori ciò consentirebbe un risparmio di personale e mezzi sufficiente a superare e vincere ogni altra considerazione di merito, ad esempio connessa con la sicurezza e la tranquillità degli allievi, costretti a viaggiare quotidianamente o con l’opportunità di mantenere, se non incrementare, una diffusione dei plessi scolastici sul territorio comunale, per lo meno in corrispondenza dei tre centri abitati maggiori».

I membri dell’associazione però hanno una visione diversa della situazione. «Vale la pena ricordare - riprende la nota - che la popolazione scolastica di Puntone è andata perduta, emigrando alla vicina Follonica, proprio per l’assenza di una scuola elementare di frazione e come la presenza della scuola dell’obbligo al capoluogo sia, a parte il municipio, ormai l’ultimo residuo di servizi pubblici di valenza comunale ancora lì presenti, dopo che, nel trentennio trascorso, non solo non si è fatto nulla in termini di incremento ma, uno dopo l'altro, ciò che c’era, in quanto a servizi, è stato trasferito altrove». Da qui, l’associazione turistica Pro Loco manda una domanda chiare all’amministrazione su quale piani abbia a riguardo per il capoluogo. «Ci rendiamo conto che il discrimine tra chi antepone pretesi obiettivi di efficienza spicciola o mire di risparmio (per altro, tutto da dimostrare) alle esigenze culturali, sociali ed economiche di un popolo, che abbiamo accennato, possa essere netto - conclude la nota - Per questo aspettiamo una spiegazione dal sindaco».

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di Redazione web