Il Tirreno

Grosseto

Frontone, petizione per riportarlo a casa

di Ivana Agostini
Frontone, petizione per riportarlo a casa

«Quel reperto ci appartiene» così la sindaca di Orbetello apre un’istanza online sul sito change.org. Chiunque può firmarla

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ORBETELLO. «Il Frontone deve tornare a Orbetello». È quasi un dictat quello che la sindaca Monica Paffetti invia al ministero dei beni e delle attività culturali, al direttore del Polo museale regionale della Toscana Stefano Casciu e al direttore del Museo archeologico nazionale di Firenze Mario Iozzo.

Missive e petizione. La prima cittadina ha scritto ai tre enti mettendo in evidenza tutto il suo disappunto sul “niet” alla richiesta di far tornare il Frontone di Talamone in riva alla Laguna. E non solo: ha anche lanciato una petizione online. «Il Frontone – sostiene la sindaca – è un reperto di grande valore che fa parte del nostro patrimonio archeologico ed è giusto che venga esposto nel comune in cui è stato ritrovato, in prossimità del luogo in cui era collocato nell’antichità»

Il rifiuto. Alla Paffetti quel no ricevuto il 9 marzo dal direttore del Polo Museale della Toscana e del Museo archeologico di Firenze – dove attualmente si trova il famoso reperto archeologico, che ha fatto il giro del mondo arrivando fino in Cile – non è andato proprio giù. Promette battaglia la sindaca: per farlo tornare nella sede espositiva della Polveriera Guzman.

La storia e il mito. Il Frontone di Talamone venne ritrovato sul colle di Talamonaccio alla fine del 1800 durante i lavori di costruzione di un fortino militare. Dopo il restauro fu esposto a Firenze nel Museo Topografico dell’Etruria. Con l’alluvione del 1966, che provocò pesanti danni al museo fiorentino, il rilievo fu “ricomposto” e depurato da alcune imprecisioni. Nel 1982 fu trasferito al Museo Archeologico di Firenze e da allora è stato oggetto di mostre itineranti in tutta Italia. Nel 2001 fu trasferito a Orbetello dove è rimasto fino al 2011, per poi ripartire alla volta di un giro del mondo e tornare adesso al Museo archeologico di Firenze. Di rara bellezza, il Frontone di Talamone era posto sulla facciata di un tempio etrusco di età ellenistica, risalente al 150 Avanti Cristo. Rivolto verso il mare, punto di riferimento per le navi provenienti da sud, il tempio dominava la baia di Talamone. Nel Frontone è rappresentato il mito dei Sette contro Tebe.

«Io non mollo». La prima cittadina passa perciò al contrattacco spiegando i motivi del diniego da parte del Museo nazionale. «Il Frontone – dice la sindaca riferendo quanto detto da Firenze – è rientrato dopo la mostra bresciana al museo archeologico fiorentino, che sarà la sua sede definitiva. La delicata natura del reperto e lo stato di conservazione sconsigliano sollecitazioni ulteriori a cui il bene sarebbe sottoposto per montaggi e smontaggi ravvicinati nel tempo». Paffetti però, pur condividendo le preoccupazioni dell’ente per la tutela del reperto, non capisce perché questi scrupoli sulla conservazione siano nati proprio ora che il Frontone potrebbe tornare a Orbetello. Perché non sono emersi mentre veniva portato in giro per il mondo, arrivando fino in Cile? La sindaca sottolinea poi che «gli spazi espositivi individuati dal Comune per ospitare il Frontone, ossia la Guzman – dettaglia la Paffetti – sono stati oggetto di onerosi lavori di sistemazione per garantire le condizioni migliori per ospitare il bene. Per il Museo di Firenze sarebbe uno dei tanti pezzi di valore esposti – osserva – mentre per noi sarebbe una grande opportunità: avere il Frontone all’interno di un allestimento archeologico di pregio collegato a un percorso di valorizzazione del luogo in cui è stato ritrovato sarebbe una cosa eccezionale».

La petizione. La Paffetti quindi non si arrende e invita i cittadini a firmare la petizione online per sostenere la battaglia. «Uniti ce la possiamo fare – conclude – Il Frontone potrebbe diventare il simbolo della città, un elemento di grande richiamo per i turisti e di valorizzazione del territorio». Per firmare la petizione, basta collegarsi al sito www.change.org, sulla home page, clicca il link “sfoglia” e poi scegli “recenti”.

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