Il dolore
Dalle autopsie nessuna anomalia
L’Asl: «Vicini alle famiglie e al personale che fa la buona sanità»
GROSSETO. Dalle autopsie su Alessandro Maisto, 45 anni, e Anna Del Sordo, 72 anni, non sarebbero emersi elementi sospetti sulle cause della morte dei due pazienti, deceduti nei giorni scorsi rispettivamente all’ospedale di Grosseto e in quello di Orbetello. Sulle due morti sono comunque aperte due inchieste, a Grosseto e a Orbetello, per le quali sono indagati otto medici. E anche la Usl ha avviato le procedure di verifiche interne.
Di Maisto si sono celebrati ieri i funerali. Del Sordo sarà cremata oggi senza cerimonia funebre.
«Vogliamo esprimere la nostra vicinanza alle famiglie del paziente deceduto all’ospedale di Grosseto e della paziente giunta senza vita al pronto soccorso di Orbetello», dice l’azienda Usl Toscana sud est in una nota. «Siamo accanto a loro – prosegue – con il nostro sostegno e la nostra partecipazione. Confidiamo nell’operato della magistratura e abbiamo fiducia nella correttezza delle procedure cliniche e nel lavoro del nostro personale sanitario. È anche nel nostro interesse accertare la correttezza degli interventi e dei percorsi clinici, con il principale obiettivo di garantire la salute e il benessere dei cittadini».
Nel caso di Maisto, prima che i familiari presentassero un esposto, sono stati gli stessi medici a chiedere un riscontro diagnostico, così come, è stata attivata la procedura di verifica interna, prevista nella rete regionale del rischio clinico, sempre attiva nella gestione del rischio clinico.
«Quanto accaduto non deve far passare in secondo piano l’impegno la professionalità e la perizia che il nostro personale mette a disposizione dei cittadini – scrive ancora l’azienda sanitaria – e che è costantemente oggetto di monitoraggio e di valutazione da parte di organismi esterni (il Mes della Scuola Sant’Anna, l’Agenas, la Grc per la per citare gli istituti più noti), proprio per lavorare costantemente sul miglioramento delle prestazioni e dei risultati. La sanità è anche buona sanità ed è fatta da persone che ogni giorno dedicano il loro tempo, la loro passione, la loro professionalità e la loro abnegazione a questo difficile mestiere. È anche a tutti loro che va il nostro pensiero e il nostro sostegno».
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