Il dolore
Crolla il prezzo del latte Allarme in Maremma
GROSSETO. Nel giro di sette mesi sono stati bruciati quasi tre milioni di euro in Maremma. Effetto diretto della cancellazione delle quote latte. «Più in basso di così non possiamo andare – dice...
GROSSETO. Nel giro di sette mesi sono stati bruciati quasi tre milioni di euro in Maremma. Effetto diretto della cancellazione delle quote latte. «Più in basso di così non possiamo andare – dice Attilio Tocchi, presidente della sezione latte di Confagricoltura Toscana – Il prezzo rispetto all’anno scorso è già diminuito drasticamente e se scende ancora significa far chiudere molte aziende». Per la precisione è sceso del 40 per cento a livello nazionale da quando hanno iniziato a farsi sentire gli effetti della decisione dell’Unione Europea. Sono i numeri di una crisi che sta attanagliando i cento produttori maremmani, riuniti ieri pomeriggio in un’assemblea organizzata da Confagricoltura alla fiera del Madonnino, a cui non ha resistito al richiamo – per un saluto – Antonfrancesco Vivarelli Colonna, presidente grossetano dell’associazione e candidato a sindaco.
«In Maremma produciamo circa 30 milioni di litri all’anno – spiega Marco Bruni, presidente del consorzio Latte Maremma – Ma adesso siamo invasi da latte straniero a basso costo che ha fatto svalutare il prezzo del nostro prodotto».
In parole povere, la cancellazione delle quote significa la rottura di un equilibrio che «ha funzionato benissimo», per dirla come i produttori.
Cos’è infatti una quota latte? Il mercato di riferimento prima dell’intervento dell’Unione Europea era basato sulla capacità di assorbimento da parte del consumatore: un’azienda generica quindi aveva il tetto di produrre – ad esempio – mille litri all’anno, perché quelli venivano assorbiti dalla richiesta. Se produceva invece oltre il tetto imposto, ad esempio 1.100 litri, l’azienda veniva multata per i 100 in più. Questa è o meglio era la quota latte, che fissava il prezzo e garantiva una produzione omogenea. La cancellazione, però, ha fatto saltare il banco.
In Toscana e in Maremma poi il problema è ancora più marcato. «Da noi la produzione del latte costa di più rispetto che in Lombardia, in Trentino o in altre regioni – spiega Bruni – In Toscana c’è il problema dei trasporti, dei collegamenti e questo incide sulle spese che le singole aziende devono sostenere». In numeri: dalla cancellazione delle quote, il prezzo del latte del Consorzio è sceso per litro da 43 centesimi dell’anno scorso a 34 centesimi attuali. Un problema rilevante per caseifici e allevatori, perché produrre latte in Maremma costa all’incirca 39 centesimi al litro. «Partiamo già in perdita adesso» nota Bruni.
Che fare, dunque? «La Regione prenda atto immediatamente del problema – è la posizione dell’associazione – e si attivi con gli agricoltori per valutare un piano in grado di tutelare e valorizzare la filiera del latte intervenendo con provvedimenti concreti per rendere economicamente sostenibile la produzione».
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