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Grosseto

Brignano esterna sul palco: è polemica

Brignano esterna sul palco: è polemica

Il comico a Grosseto critica il Moderno. Dal centrodestra Ulmi coglie la palla al balzo e attacca Bonifazi

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GROSSETO. L’attore e comico Enrico Brignano per tre sere si è esibito al teatro Moderno, facendo registrare ogni volta il tutto esaurito. Martedì sera, però, a fine spettacolo ha aperto una parentesi “seria” sulle condizioni del teatro e su quanto sia stato complicato per i suoi tecnici allestire lo spettacolo.

Brignano – così raccontano i presenti – ha chiesto se in sala ci fosse il sindaco o qualche assessore. Non ricevendo risposta li ha gentilmente invitati per la serata successiva, dicendo che avrebbe avuto piacere di parlare con loro per far presente, da affittuario, cosa non andava.

Ieri, sull’argomento, è tornato anche un consigliere di minoranza, Andrea Ulmi (Lega Nord). «È una tragedia – scrive Ulmi – questo il termine corretto per definire la situazione del teatro Moderno di Grosseto, da anni trascurato dall’amministrazione comunale».

Ulmi ricorda al sindaco Emilio Bonifazi e all’assessora alla Cultura Giovanna Stellini che il Comune sborsò 7 milioni di euro per l’acquisto del teatro.

«Oggi di questo paradosso – prosegue Ulmi – si è accorto perfino il comico romano Brignano che ha voluto dedicare numerosi minuti della sua performance a una denuncia che dovrebbe far riflettere».

Secondo Ulmi «nella politica teatrale il nostro Comune è infatti totalmente succube di Fondazione Toscana, che ha il grande potere di scegliere quali spettacoli devono tenersi e quali compagnie possono esibirsi. Brignano ha ripetuto ciò che più volte ho cercato di spiegare in consiglio comunale, lamentandomi della situazione attuale che ritengo vergognosa. Alla stessa maniera la pensano anche tutti i cittadini grossetani che hanno applaudito a gran voce e in maniera liberatoria, anche nelle tre repliche successive dell’evento. Le parole di Enrico Brignano sembravano molto di più un grido di dolore e disperazione che delle semplici parole per raccattare facili applausi e consensi».

Dalla critica all’impegno. «Il centrodestra – conclude l’esponente della Lega – vuole un teatro diverso, vitale, che riesca ad attrarre i professionisti, non un luogo inanimato come è stato fino adesso. Per raggiungere questo scopo vogliamo rendere il teatro attrattivo. Vogliamo l’istituzione di un direttore artistico per promuovere la stagione teatrale grossetana, la creazione di una compagnia professionistica residenziale e la realizzazione di una scuola di alta formazione». (g.b.)

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