Il Tirreno

Grosseto

Autismo, le carenze nell’assistenza

Associazioni di Grosseto, Siena e Arezzo scrivono all’Asl: «Pronte a confrontarci»

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GROSSETO. A Grosseto ci sono le Iron Mamme, a Siena l’associazione Piccolo Principe, ad Arezzo l’associazione Autismo Arezzo. Nomi diversi per associazioni che hanno storie e percorsi diversi ma nate con lo stesso fine: sensibilizzare sul tema dei disturbi dello spettro autistico e tutelare il bisogno delle famiglie di avere cure adeguate per i propri figli.

Le tre associazioni hanno incontrato mercoledì la direzione generale dell’azienda Usl Toscana sud est. I rappresentanti delle tre associazioni hanno così potuto portare le proprie istanze in modo congiunto direttamente al direttore generale Enrico Desideri e al direttore sanitario Simona Dei.

Sul tavolo le criticità che riguardano i servizi per le persone con autismo in tutta l’area vasta di Grosseto, Siena e Arezzo. «È stata consegnata all’azienda sanitaria – si legge in una nota congiunta delle tre associazioni – un’accurata relazione che evidenzia come tutte e tre le zone di questo grande territorio presentino gravi carenze in tutti i settori e come gli investimenti siano insufficienti a rispondere alle reali dimensioni del problema, considerando che oggi i più recenti dati epidemiologici parlano di un nuovo caso di autismo ogni 88 nati. Basterebbe solo questo dato a far capire le dimensioni reali della patologia».

La richiesta alla Asl riguarda non solo un maggior impegno finanziario ma anche la necessità di strategie comuni e di condivisione degli interventi con le famiglie. «Le associazioni autismo delle tre province – prosegue la nota – devono essere coinvolte direttamente nella programmazione in quanto portatrici dei bisogni reali delle famiglie e per il loro impegno quotidianamente nei territori».

Le associazioni autismo di Arezzo, Siena e Grosseto esprimono comunque gratitudine alla direzione generale per la disponibilità mostrata in questo primo incontro e apprezzano la proposta dell’Asl di dare vita ad un tavolo unico per la programmazione degli interventi tra Asl e associazioni dei familiari. Le stesse associazioni si dicono anche pronte a un nuovo confronto entro poche settimane per valutare i primi provvedimenti che l’Asl intenderà adottare. (s.l.)

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