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Truffa alle assicurazioni Sì ad altri tre patteggiamenti

Truffa alle assicurazioni Sì ad altri tre patteggiamenti

GROSSETO. Chiusa con un patteggiamento un’altra tranche di Pandora 1 (“Studio Verde”), il procedimento per le presunte truffe alle assicurazioni che vede numerosi imputati di fronte al collegio del...

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GROSSETO. Chiusa con un patteggiamento un’altra tranche di Pandora 1 (“Studio Verde”), il procedimento per le presunte truffe alle assicurazioni che vede numerosi imputati di fronte al collegio del Tribunale (prossima udienza a settembre).

In questo caso, però, la tranche è stata definita davanti al giudice dell’udienza preliminare Valeria Montesarchio. La posizione di Rosario Orlotti, Cristina Ichim e Tatiana Ichim era stata stralciata all’udienza che decise il rinvio a giudizio perché accusa e difesa erano già d’intesa per concordare la pena sui falsi incidenti contestati dalla Procura. Il giudice ha ritenuto equi 8 mesi per Orlotti e Tatiana Ichim (pena sospesa a entrambit) e 12 mesi per Cristina Ichim, tutti e tre difesi dall’avvocato Alessandro Maria Lecci. Per Cristina la pena è più alta perché l’imputazione la riteneva responsabile di aver spinto il figlio minorenne (5 anni) a dichiarare al pronto soccorso dell’ospedale di Grosseto di essere rimasto coinvolto in un incidente stradale che in realtà non sarebbe mai avvenuto; i medici erano così stati indotti a rilasciare la relativa certificazione medica su lesioni inesistenti.

I fatti contestati dal pm Marco Nassi, relativi alle ipotesi di reato di falso e truffa, sono risalenti al marzo 2009. In sostanza, incidenti mai avvenuti di cui però le persone imputate avevano dichiarato di essere rimaste vittima. Per le medesime contestazioni sono invece aperte in dibattimento le posizioni degli imputati in concorso (componenti dell’agenzia, medici), fatti salvi quegli imputati per i quali il procedimento è già concluso o per un analogo patteggiamento o per morte della persona interessata. La truffa sarebbe stata commessa ai danni della compagnia assicuratrice Ugf, che aveva liquidato complessivamente 8.220 euro, poi ripartiti tra le persone interessate.

(p.s.)

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