Il Tirreno

Grosseto

Scontro sul bando del verde

di Paola Villani
Scontro sul bando del verde

Il Tar obbliga il Comune a riammettere una ditta esclusa, M5S chiede la commissione

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FOLLONICA. «Chiarezza sul bando del verde». Un appalto della durata di 4 anni; circa 3 milioni di euro come base d’asta; una polemica nata all’indomani della pubblicazione del bando a causa dei requisiti richiesti che per un imprenditore della zona erano assimilabili a quelli di un’azienda del territorio, che già in passato si è occupata del verde cittadino. E ancora interrogazioni e richieste di chiarimenti da parte dell’opposizione e una sentenza del Tar che impone oggi all’amministrazione di riammettere nella valutazione per l’affidamento dell’appalto, ancora in corso, un’impresa scartata dalla commissione di gara al momento dell’apertura delle buste.

Chi ha sollevato per primo la questione, riportando quanto riferito da un imprenditore del settore ai vertici comunali, torna adesso alla carica in virtù soprattutto della sentenza del Tar arrivata nei giorni scorsi. «Continua un’altra di quelle tante storie poco chiare di cui il Palazzo comunale follonichese è costellato - così intervengono dal Movimento 5 Stelle - Dopo l’ippodromo, il calcio, il canile abusivo, quella del cosiddetto bandone del verde sembra destinata ad aggiungersi alle vicende meno gratificanti della nostra città. Una scelta quella del maxi-bando, che secondo l’amministrazione, doveva semplificare la manutenzione del verde pubblico di Follonica, di fatto la complica ancor prima di cominciare».

Quando infatti è stato annunciata la pubblicazione del concorso i vertici comunali hanno presentato il piano spiegando che per Follonica avere un unico referente per il verde pubblico per 4 anni significava risolvere molti disagi che i cittadini spesso hanno segnalato. Si parlava per esempio del taglio dell’erba, o della pulizia delle piante delle pinete, interventi che fino ad ora avevano diversi riferenti e che quindi venivano gestiti con difficoltà. «La sentenza del Tar - continuano i pentastellati - a seguito del ricorso presentato dalla ditta Albiati esclusa dalla gara, di fatto la riammette facendo ricadere l’intero iter nel pieno caos, prorogando ancora l’aggiudicazione e quindi il servizio per un tempo indefinito. L’esclusione di questa azienda alla fase successiva della gara relativa all’offerta economica, veniva motivata dall’amministrazione comunale col fatto che la proposta migliorativa avanzata dalla ditta risultava irragionevole e sproporzionata rispetto al patrimonio del verde pubblico oggetto del bando. Le proposte migliorative riguardanti potature, abbattimenti e controlli di stabilità erano ammesse nel bando e secondo la società proporzionate al patrimonio arboreo cittadino, quantificato intorno alle 8000 piante.

L’altra contestazione che viene avanzata è la scomparsa, dalla prima versione del bando pubblicato in gazzetta ufficiale il 10 novembre 2015, di un requisito tecnico, quello dell’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali per il trasporto dei rifiuti urbani categoria 1. In mancanza di tale requisito comunque i rifiuti urbani rinvenuti durante le operazioni di manutenzioni del verde devono essere raccolti e trasportati ai centri di smaltimento, servizio che ipoteticamente verrà svolto da un terzo soggetto e presumibilmente con ulteriori costi per i cittadini».

Tutto questo, sempre secondo il Movimento, fa sì che per altri mesi ancora i follonichesi dovranno convivere con una gestione del verde approssimativa, fatta con aggiudicazioni provvisorie, come l’ultima che vede l’incarico ad una ditta per il taglio dell’erba in varie zone di Follonica. «Da considerare inoltre, le spese legali per la difesa dell’amministrazione dall’attuale ricorso, che ammontano a circa 9.000 euro», concludono i pentastellati.

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