La manifestazione
Arrivano i profughi, presto l’assemblea
La Prefettura non ha ancora comunicato la data ufficiale. Esplode la protesta a Prata: «Nessuno ci ha ancora avvertiti»
MASSA MARITTIMA. Il copione è molto simile a quello già vissuto a Ghirlanda. Voci che circolano, notizie su un imminente arrivo di profughi, preparativi negli alloggi ma nessuna informazione ufficiale né istituzionale.
Un copione culminato con l’arrivo improvviso degli esuli e la furia dei residenti: lo stesso finale che ora temono di vivere a Prata. «La percezione a Prata di essere lasciati soli e di subire una decisione autoritaria senza essere informati e consultati aumenta il senso di frustrazione già presente e diffuso nel paese per altre ragioni - dice Antonio Sartori, un residente del borgo - Si incrementa il concetto che Massa Marittima si può definire un “Comune massacentrico” in cui le quattro frazioni sono del tutto marginali». In realtà nelle intenzioni dell’amministrazione comunale c’è quella di convocare un incontro pubblico non appena arriverà la data ufficiale per l’arrivo dei 22 esuli nord africani nel paese (fino a oggi ospitati a Gerfalco), che ancora di fatto non c’è.
Le indiscrezioni che filtrano dalla Prefettura parlano di un paio di settimane, venti giorni al massimo, ma il sindaco Marcello Giuntini vuole comunicazioni certe da Grosseto prima di confrontarsi con i cittadini. Intanto però il malumore a Prata sta crescendo. «Dell’arrivo dei profughi si parla da inizio anno, si sa dove devono essere alloggiati, da inizio aprile sono in corso attività per allestire i locali, dovrebbero essere quelli trasferiti da Gerfalco, c’è un contenzioso in atto sulla loro gestione, eccetera», scrive Sartori in una lunga lettera che il suono di uno sfogo. Anche perché, in questo arco di tempo, sull’arrivo di profughi si sono accavallate voci e pettegolezzi, tra cui la paventata tendopoli al campo sportivo, subito smentita. Bugie insomma, che vanno comunque a rimarcare «una situazione di incertezza e confusione», continua la lettera, in cui le uniche informazioni passano dai giornali o dalla piazza.
Eppure, secondo i residenti, punti da prendere in considerazione in questa vicenda ce ne sono. Sartori ne mette in evidenza almeno due. La prima riguarda la posizione dell’edificio, posta nel pieno centro del borgo; la seconda invece è una questione politica: «alle elezioni regionali dello scorso anno a Prata, oltre ad essere la prima volta in cui si è scesi sotto il 50% dei votanti, la Lega Nord ha avuto 53 voti che sono più della metà di quelli del Pd e senza aver mai fatto nulla in paese». Come a dire che un clima di incertezza possa fare terreno fertile per la Lega. Lo dimostrano le frasi che circolano tra gli abitanti del paese, riportate dai residenti stessi, come «dovremmo fare le barriere come in Austria e in altre nazioni» e «visto che non sono riusciti a vendere questi appartamenti hanno trovato il modo di farci soldi». Una diffidenza che attende informazioni chiare.
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