Il Tirreno

Grosseto

Mabro: la nuova era tra abiti e occhiali

di Francesca Gori
Mabro: la nuova era tra abiti e occhiali

Il commissario assegna l’azienda a una cordata del made in Italy

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ci siamo. La Mabro riaprirà i battenti e comincerà a parlare un’altra lingua, quella di una cordata di imprenditori del made in Italy che hanno deciso di investire nella fabbrica delle vestaglie azzurre e far tornare i circa 180 lavoratori ai loro posti. Ieri il commissario della Prodi bis Paolo Coscione ha finalmente sciolto il nodo dell’assegnazione di Abbigliamento Grosseto: la cordata di imprenditori che si sono fatti avanti non avevano partecipato al bando pubblico ma avevano intavolato una trattativa privata che Coscione ha portato avanti passo dopo passo insieme al ministero dello Sviluppo economico.

«Con oggi è scaduto il tempo per presentare le offerte previste dal bando per la cessione di Abbigliamento Grosseto, ex Mabro - ha detto il commissario Paolo Coscione - Sono in grado da questo momento di predisporre una relazione dettagliata sull’esito della mia attività, nella quale sarà proposto agli organi competenti (Ministero dello Sviluppo Economico, tribunale di Grosseto) e sentito anche il parere del comitato di sorveglianza, il soggetto che ho individuato».

Una dichiarazione breve e stringata, quella di Paolo Coscione, che era arrivato alla scadenza del bando con le idee chiare. Idee che però sono state intralciate da un’offerta arrivata sulla sua scrivania proprio ieri mattina, quando i giochi sembravano fatti e quando il commissario era pronto a ufficializzare, con gli organi competenti, l’acquisizione dell’azienda da parte degli imprenditori che erano stati individuati.

Uno dei soggetti che aveva partecipato al bando, infatti, ha depositato ieri mattina un assegno da 100.000 euro che il commissario ha dovuto tenere in considerazione. Una manovra, questa, che lo stesso gruppo di imprenditori che già in precedenza avevano mostrato interesse per la Mabro, ha costretto Paolo Coscione a ritardare tutte le operazioni di assegnazione. Il commissario infatti, non ha potuto non tener conto di quell’offerta, nonostante avesse già spiegato che difficilmente l’azienda sarebbe andata a soggetti che già avevano tentato di aggiudicarsela anche prima della Prodi bis.

Ora, quello che manca è il nome degli imprenditori che hanno deciso di dare un futuro alla fabbrica delle vestaglie azzurre. Una cordata che produce made in Italy e che, oltre al marchio Mabro, cercherà di dare slancio alla società grazie al lavoro che verrà fatto in conto terzi con i grandi nomi della moda italiana. Non solo: la cordata di imprenditori, tutti italiani, che si sono aggiudicati l’ex Mabro non producono soltanto abiti ma dedicano spazio anche agli accessori moda, dalle borse agli occhiali.

Sono tre gli organismi che ora dovranno dare l’ok e mettere la parola fine a una trattativa che per tre anni ha tenuto con il fiato sospeso i dipendenti della fabbrica d’abbigliamento.

«Solo successivamente al riscontro effettuato dagli organi preposti e loro autorizzazioni - aggiunge Paolo Coscione - sarò in grado di presentare pubblicamente il nuovo soggetto impreditoriale di abbigliamento Grosseto Ex Mabro». Presentazione che in città tutti aspettano da tanto tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze