Il Tirreno

Grosseto

L’ex sindaco Borghi dovrà risarcire anche la zecca statale

di Alfredo Faetti
L’ex sindaco Borghi dovrà risarcire anche la zecca statale

Gavorrano: ineleggibile e sanzionato dalla Corte dei conti Una parte di quei 16.000 euro andrà alle forze dell’ordine

3 MINUTI DI LETTURA





GAVORRANO. Dovrà pagare pure il poligrafico e la zecca di Stato. E non con due spicci, ma con circa 300 euro.

La Corte dei Conti - venga concesso il gioco di parole - ha presentato il conto all’ex sindaco di Gavorrano Massimo Borghi sull’ormai nota vicenda della sua ineleggibilità quando è risultato vittorioso dalle urne per il secondo mandato, anche se poi non è riuscito a portarne in fondo neanche uno.

Il vendoliano è stato condannato a pagare 16.000 euro come risarcimento per quei due giorni di ritardo con cui nel 2011 ha presentato la domanda di aspettativa da dipendente comunale per potersi candidare alla fascia tricolore.

In quel caso venne eletto sindaco di Gavorrano, ma prima il tribunale di Grosseto e poi la corte d’appello di Firenze lo dichiararono ineleggibile facendolo decadere dalla carica di primo cittadino e riportando il Comune al voto prima del tempo.

«L’errore formale c’è stato - dicono i suoi compagni di partito, Sel - ma sono evidenti la sproporzione e l’accanimento contro un sindaco due volte eletto dai propri concittadini, che sette anni fa ha vinto le primarie, ha avviato una battaglia dura contro il gioco d’azzardo e ha dato voce alla buona politica».

Una nota che porta la firma di tutti i gradi del partito, dai parlamentari fino al segretario comunale passando per quello regionale e provinciale.

Borghi, dal canto suo, non vuole mollare questa battaglia e assicurano i suoi fedelissimi che è pronto ad arrivare fino al tribunale dell’Aia.

Il risarcimento da pagare del resto è cospicuo e i creditori che chiedono pegno sono molti.

Ad aspettare la maggior parte di questi 16.000 euro è ovviamente il Comune di Gavorrano, a cui l’ex sindaco deve circa 4.000 euro. Segue l’arma dei carabinieri con 1.448 euro, la guardia di Finanza con 376, il corpo forestale con 162 e l’avvocatura di Stato, con 300 euro. Poi il poligrafico e la zecca.

E pensare che questa cifra è soltanto un nono della pena inflitta dalla Corte dei Conti, che ha suddiviso le responsabilità per l’elezione dell’ineleggibile Borghi e il conseguente scioglimento del consiglio comunale tra tutti i membri di quella coalizione che nel 2011 l’ha supportato.

Tant’è che non appena ufficializzata la condanna anche per gli otto consiglieri dell’allora maggioranza si era profilato lo spettro di un pagamento, svanito soltanto con la sentenza della Corte dei Conti emessa il gennaio scorso ma depositata negli uffici soltanto martedì pomeriggio. La vicenda quindi adesso riguarda soltanto Massimo Borghi, il protagonista degli scossoni politici gavorranesi tra il 2009 e il 2013.

«I fatti di Gavorrano sono grotteschi e fuori da ogni logica - continuano i suoi sostenitori di partito - Assistiamo, increduli, a un nuovo capitolo di questa incredibile vicenda. A Massimo Borghi esprimiamo tutta la solidarietà, la vicinanza e il sostegno di Sel-Sinistra Italiana» conclude la nota dei vendoliani.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa