Il Tirreno

Grosseto

Vendono un appartamento: ma non è loro

Vendono un appartamento: ma non è loro

Truffa, falso ed esercizio abusivo della professione di agente immobiliare le accuse per due donne

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Hanno provato a vendere un appartamento che non era loro. Una ne era semplice inquilina, l'altra si sarebbe finta agente immobiliare. Truffa (ma anche falso ed esercizio abusivo della professione, tutte in concorso) le accuse per le quali sono finite sotto processo due donne: Eleonora Timpano, 57 anni, l'inquilina, e Angela Maria Iadanza, 59 anni, quest’ultima già conosciuta agli uffici giudiziari.

Una storia surreale, scoperta nei primi giorni del 2013 da uno dei proprietari dell'appartamento, avvertito dall'amministratore della proposta di acquisto che era stata stipulata con un ignaro acquirente: 110.000 euro il prezzo, tremila euro di caparra versati con un assegno a colei che proprietaria non era, altri 1.200 versati in due tranche per l'opera di mediazione alla donna che aveva detto di agire come agente immobiliare. Tutti gli assegni erano stati negoziati dalle beneficiarie.

Dalla querela presentata ai carabinieri era nato il procedimento penale, che ieri davanti al giudice Andrea Stramenga ha visto la testimonianza del proprietario, mentre è stato acquisito il verbale dell'amministratore di condominio che pure era stato chiamato a testimoniare. Proprietario e promissario acquirente si sono costituiti parte civile con gli avvocati Elena Pellegrini e Rosanna Andreozzi.

L'appartamento si trova in via Cherubini. Un giorno del novembre 2012 gli interessati si erano presentati per visionarlo, dopo che la signora Iadanza aveva preso casualmente contatti con la madre del giovane in cerca di casa: le due donne si conoscevano e si erano incontrate in occasione della visita in un'altra casa. Quando la famiglia era entrata in via Cherubini, aveva trovato una donna era la signora Timpano, che avrebbe detto di essere la figlia della proprietaria della casa. Il giorno dopo, al secondo accesso, la famiglia si era convinta anche a causa del prezzo vantaggioso e aveva stipulato con Timpano la proposta di acquisto. Quando però, nei giorni successivi, la famiglia aveva chiesto la documentazione, avrebbe trovato ostacoli. E quando, non ricevendo ancora risposte, si era decisa ad andare all'Epg aveva scoperto che la casa non era di proprietà né di Timpano né alcun titolo aveva il nominativo di quella che era stata indicata come la madre. Sorpresa anche da parte dell'effettivo proprietario dell'appartamento, quando era stato messo al corrente dall'amministratore del condominio dell'esistenza della proposta di vendita: era il gennaio 2013. Lì aveva preso conoscenza dei documenti nel frattempo stipulati e tra l'altro risultati errati in alcune parti, come ad esempio la data di nascita di sua madre.

Cosa era accaduto? Il proprietario lo ha spiegato in aula. Quell'appartamento era dal 2006 di proprietà della madre, morta nel 2009 a 63 anni. Nell'agosto 2012, i figli e la nipote della donna deceduta, diventati proprietari, avevano stipulato un contratto di affitto con la signora Timpano e il marito (non imputato). Quando la Timpano era venuta a visionare l'appartamento c'era anche la signora Iadanza. «Sapevo che la signora Timpano diceva spesso di essere la proprietaria della casa, e si presentava come tale, ma non ci avevamo badato più di tanto», ha detto il proprietario rispondendo alle domande del viceprocuratore onorario Pamela Di Guglielmo. Tra l'altro, ha aggiunto, quell'appartamento non sarebbe potuto essere messo in vendita se non a partire dal 2016.

Sarà necessario ascoltare altri testimoni prima di arrivare alla discussione finale e quindi alla sentenza. Ma occorrerà attendere un periodo di tempo piuttosto lungo, visto che la prossima udienza si terrà a giugno del prossimo anno.

Pierluigi Sposato

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web