Sicurezza
Molestie, il fisioterapista denunciato alle Iene: "Ho ricevuto solo attestati di stima"
Grosseto, parla il professionista accusato in un servizio del programma televisivo: "Nessuna disdetta, ma tanta solidarietà". Intanto la donna è stata ascoltata in Questura
GROSSETO. «Non parlo», ci dice subito appena entriamo nel suo studio. Il fisioterapista grossetano finito sotto accusa in un servizio delle Iene per i suoi trattamenti giudicati “osé" ci guarda con gli occhi lucidi. E rifiuta ogni commento sul video in questione.
VIDEO CHOC
A sollevare il caso è stata una grossetana che si era rivolta a lui per curarsi, Sofia Mangiarotti, 48 anni; la quale, per inchiodarlo e documentare il tutto, si era rivolta alla trasmissione Mediaset. Il video andato in onda domenica sera mostra il terapista mentre cura la paziente sdraiata sul lettino, compie una serie di manovre, la sovrasta col corpo e cerca di appoggiare i propri genitali nelle mani di lei. «Mi sono sentita usata e ho provato sofferenza, vergogna e disagio nei confronti del mio corpo», ha detto la donna. La faccenda ha suscitato ampio clamore in città. Dal canto suo il terapista si trincera dietro un no comment.
IL FISIOTERAPISTA: "SOLO ATTESTATI DI STIMA"
"Nessun commento". Così ci risponde per la prima volta mentre è seduto di fronte al monitor nel suo studio in centro a Grosseto, a due passi da piazza Rosselli dove gli bussiamo alla porta tra una seduta e l’altra. Ci apre e ci fa accomodare. È solo nella sua stanza. Lo sguardo è turbato, gli occhi sono lucidi. Accanto alla finestra è il lettino dove cura i pazienti. «Mi scusi - frena con fare cortese - ma non voglio rilasciare dichiarazioni, preferisco che a parlare sia il mio avvocato Alessandro d’Amato. Qualsiasi delucidazione potrà essere data da lui». Ma anche l’avvocato, quando lo chiamiamo, taglia corto
«Non riteniamo per il momento di rilasciare alcuna dichiarazione per rispetto alle sue esigenze e alla sua professionalità - dice il legale - Al momento non ci risulta alcuna querela, non siamo a conoscenza di alcun procedimento penale nei suoi confronti. Stiamo valutando il tipo di percorso legale da intraprendere privilegiando comunque il rispetto e il silenzio onde evitare ulteriore clamore sul mio assistito. Posso comunque dire che lui in questi giorni sta continuando a lavorare e che i numerosi clienti che avevano fissato gli appuntamenti nel suo studio, a testimonianza della fiducia che hanno sempre riposto e ancora continuano a riporre nei suoi confronti, in questi giorni non hanno disdetto alcuna seduta. Il mio assistito è conosciuto da oltre 20 anni in tutta la città, da tantissimi grossetani e professionisti».
Ce lo conferma anche lui, il diretto interessato, che pur preferendo non entrare nel merito sussurra comunque qualcosa. «È vero, ho avuto in qualche modo attestazioni di amicizia e solidarietà dai clienti che mi dimostrano la propria stima anche continuando a venire anche dopo che è successa questa cosa. Nessuno di loro ha disdetto niente né ha fatto domande...».
Come sta? «Se lo può immaginare, una botta», sussurra lui a sguardo basso. In queste settimane si aspettava che il servizio delle Iene sarebbe andato in onda. Era stato fermato per strada e intervistato dal giornalista Matteo Viviani, poco sotto lo studio. Dunque sapeva. «Fortunatamente, ripeto, la gente continua a venire, vuol dire che capisce… Comunque non voglio dire niente, davvero. Valuterò con il mio avvocato cosa fare. Mi affido a lui e la ringrazio». Ci congeda accompagnandoci alla porta.
LA DONNA SENTITA IN QUESTURA
Intanto Sofia Mangiarotti - l’accusatrice del fisioterapista grossetano da lei “trascinato” in tivù in un servizio delle Iene - è stata chiamata a deporre in Questura a Grosseto, dove ha risposto alle domande e raccontato la propria versione dei fatti. La donna, 48 anni, ex insegnante originaria di Cremona, sposata con un grossetano dipendente pubblico, aveva deciso di rivolgersi alle Iene circa un anno fa, ritenendo anomalo il comportamento del professionista cui aveva deciso di rivolgersi per curare una fastidiosa patologia autoimmune.
Ci sono voluti parecchi mesi di lavoro, agli autori e ai giornalisti del programma Mediaset, per confezionare il servizio e realizzare il video che riprende il fisioterapista mentre - nel corso di due distinte sedute riprese da una telecamera - pratica alcuni trattamenti alla paziente. Le Iene sono state a Grosseto più volte, nei mesi scorsi, per realizzare le riprese e portare a termine le interviste sia a Sofia Mangiarotti che al fisioterapista. «Il mio desiderio - dice la donna - era quello di poter dimostrare quello che mi era successo in quello studio. Penso che se fossi andata direttamente a denunciare, non avrei potuto provare facilmente quello che mi era successo».
Andato in onda il servizio e uscita la notizia sulla stampa, Mangiarotti è stata chiamata dalla polizia ed è andata in Questura. Nel frattempo sta facendo i suoi passi e contattando un avvocato «per valutare il tipo di percorso da fare». La donna è in contatto con una serie di altre persone, e conferma quanto già dichiarato ieri, cioè di «aver ricevuto una serie di confidenze da parte di altre donne che mi hanno raccontato di aver subito le stesse cose, lo stesso trattamento o comunque aver vissuto una serie di situazioni molto simili. I casi stanno aumentando di ora in ora».
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