Il Tirreno

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Inceneritore, M5s attacca «Soluzione scarica-debito»

di Alfredo Faetti
Inceneritore, M5s attacca «Soluzione scarica-debito»

I grillini follonichesi contro Giuntini: «Sostiene l’acquisizione da parte di Sei» Il sindaco di Massa Marittima: «Io sto con le famiglie, i lavoratori e le aziende»

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MASSA MARITTIMA. «Allora spostiamo l’inceneritore a Massa Marittima» commenta Alan – un ambientalista su FaceBook – scherzando (ma non troppo) sulle parole del sindaco Marcello Giuntini che subito sono state pubblicate sui social network. Sono parole che il primo cittadino massetano ha rilasciato in un’intervista attraverso cui ha espresso la propria solidarietà ai lavoratori della Scarlino Energia. Ma non solo. Ha parlato anche della recente richiesta di fallimento della società presentata dalla Procura e da due creditori, dicendo che a quanto gli risulta «è un ragionamento più di natura politica che economica». E ancora: stando all’articolo, Giuntini si sarebbe fatto promotore di un’azione in difesa dell’impianto con gli altri Comuni della zona nord.

Ed è su questo punto che il vento del Fronte del No si è spostato dalla piana al colle, sia con le voci di alcuni cittadini sia con quella della politica. In particolare del Movimento 5 Stelle di Follonica. «Dichiarazioni che mettono insieme, in maniera per noi strumentale, la dovuta solidarietà ai lavoratori con l’appello, ai sindaci dell’Alta Maremma, per una modifica del piano di rifiuti provinciale mediante l’inserimento di Scarlino Energia e dei suoi debiti nel piano stesso» dicono i grillini del golfo.

Il sentore del fronte del No è che le dichiarazioni di Giuntini vadano indirettamente a sostegno della paventata acquisizione da parte di Sei dell’inceneritore, facendosi poi carico di suoi 65 milioni di euro di debito. Si tratta di un buco per cui Scarlino Energia ha presentato un concordato in bianco, a cui due creditori si sono opposti, presentando istanza di fallimento. Da qui la voce sempre più insistente dell’acquisizione da parte di Sei, a cui si sono già opposti diversi Comuni, compreso quello di Follonica.

«Il consiglio comunale – ricorda M5s a Giuntini – ha approvato all’unanimità una mozione che procede nella direzione opposta, impegnando l’amministrazione a farsi promotrice di una lettera ai sindaci presenti nell’Ato Sud con la quale motivare i rischi» di questa operazione. La stessa mozione che poi sancisce l’impegno «a costruire, con i Comuni dell’area Val di Pecora, Colline Metallifere, Val di Cornia – continua M5s – una proposta all’Ato Sud e alla Regione Toscana di un diverso modello e piano di gestione dei rifiuti».

Senza contare, poi, le sentenze di Tar e Consiglio di Stato che hanno portato alla chiusura dell’impianto. «Riteniamo inaccettabile – affondano i grillini – che un amministratore possa proporre con tanta superficialità di far accollare i debiti di una società privata alla comunità, a noi cittadini. Ci indigna che il sindaco non spenda una parola per i rischi sanitari che stanno correndo gli abitanti della piana del Casone, rischi ben documentati nel rapporto Asl» conclude il M5s, trovando pronta la risposta di Giuntini.

«Prima che sull’impianto – ribatte il sindaco – la difesa era dei lavoratori. Le loro sono affermazioni strumentali. A me le persone, i lavoratori, le famiglie, e anche le aziende (indotto compreso) stanno a cuore».

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