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Furto di energia elettrica Patteggiano padre e figlio

ORBETELLO. È terminato con un patteggiamento da 6 mesi e 200 euro il processo per direttissima per furto di energia che vedeva imputati padre e figlio, arrestati dai carabinieri tre settimane fa in...

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ORBETELLO. È terminato con un patteggiamento da 6 mesi e 200 euro il processo per direttissima per furto di energia che vedeva imputati padre e figlio, arrestati dai carabinieri tre settimane fa in una casa cantoniera lungo la statale Aurelia.

Giacomo e Alessio Paci, 63 e 23 anni, hanno concordato la pena con il pm onorario Tozzi, davanti al giudice Muscogiuri. L’episodio iniziale risale al 22 marzo, quando un maresciallo dei carabinieri aveva compiuto un sopralluogo per tutt’altra ragione: la verifica del rispetto di una misura cautelare. Entrando in casa, si era accorto di strani allacci elettrici nell’abitazione, che pure risultava dal contatore spento. Insospettivo, aveva avvertito l’Enel e l’ufficio controlli aveva constatato la manomissione. I due erano stati arrestati per il furto di energia mediante la rimozione del contatore con manomissione della vite di sigillatura: due i contatori sigillati, 28.060 i kilowatt sottratti a Enel con un danno stimato in 5.600 euro.

(p.s.)

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