Ex Mabro, l’attesa è finita Oggi il nuovo imprenditore
GROSSETO. Il giorno della ex Mabro è arrivato. Scade oggi il termine per assegnare la storica fabbrica di abbigliamento di via Senese al nuovo imprenditore su cui poco meno di duecento lavoratori e...
GROSSETO. Il giorno della ex Mabro è arrivato. Scade oggi il termine per assegnare la storica fabbrica di abbigliamento di via Senese al nuovo imprenditore su cui poco meno di duecento lavoratori e lavoratrici ripongono le speranze per il loro futuro.
Il commissario Paolo Coscione scioglierà oggi le riserve su chi, tra quattro pretendenti, farà ripartire le macchine da cucire della fabbrica, attualmente in regime di Prodi bis.
Alla gara hanno partecipato tre imprenditori. Un quarto imprenditore ha condotto trattativa privata fuori bando, autorizzata dal Ministero per lo sviluppo economico.
Una volta fatta l’assegnazione, con atto formale, Coscione è chiamato oggi a depositarla in tribunale a Grosseto e al ministero. Poi fisserà l’appuntamento con il notaio.
Una giornata campale, attesa da anni per gli ex dipendenti. Dei duecentoventisei iniziali, tra pensionamenti e licenziamenti oggi ne restano centottantacinque, attualmente in cassa integrazione. Cassa integrazione che termina proprio oggi.
D’altro canto in queste ore è attesa anche la firma, da parte del giudice Pedone, del Tfr per gli ex dipendenti.
Chi sarà dunque il nuovo proprietario della fabbrica? E quale futuro si prospetta per i lavoratori?
Per loro, nella delicatissima vertenza dell’ex Mabro, questi giorni hanno riservato aspettative e amarezze.
A Pasqua un sms anonimo ha fatto palpitare il petto, paventando una presa in giro per i lavoratori: «Secret: totale assenza volontà ha fatto gioco con politica per chiudere Mabro definitivamente allontanando un big della moda con scusa caos immobile», diceva il messaggio. Vero? O una bufala? E la volontà di chi?
Ad oggi tutto quel che è dato sapere è che delle quattro offerte arrivate sul tavolo di Coscione ne sarebbero rimaste due.
Di queste il commissario ha valutato la solidità economica e la capacità, per loro, di riavviare la produzione in tempi rapidi.
D’altro canto sembra ormai certo che la fabbrica di via Senese sia destinata a restare chiusa. Pare infatti – per alcuni sarebbe già una certezza – che chi acquisirà Abbigliamento Grosseto cambierà stabilimento, lasciando il capannone di via Senese al destino del concordato di Royal Tuscany.
Ma su tutte le incognite quella sulla quale si concentrano le aspettative, in queste ultime ore, è una: chi ha avanzato la quarta proposta? Chi è stato tanto “ardito” da percorrere la strada del fuori bando? È forse segno di un più robusto interesse per questa azienda? In definitiva: è un buon segno?
Le risposte a tutte queste domande arriveranno oggi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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