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Grosseto

Rave della sostanza, no agli abusi

Rave della sostanza, no agli abusi

Domenica a Rispescia l’appuntamento di riconciliazione di Amicainoabele

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GROSSETO. Un rave party alternativo, senza sballo e all'insegna del dialogo. Si intitola “Rave della sostanza - Una giornata dedicata all'accoglienza”, l'iniziativa in programma domenica 24 a Rispescia, realizzata da Claudia Francardi e Irene Sisi, che hanno fondato l'Associazione Amicainoabele, in seguito ai fatti drammatici del 2011, quando il figlio di Irene aggredì due appuntati dei carabinieri dopo un rave party a Sorano, causando la morte di Antonio Santarelli, marito di Claudia, rimasto in coma per più di un anno. Le due donne hanno avviato un percorso di dialogo e riconciliazione. L'iniziativa stata presentata in consiglio regionale: il presidente Eugenio Giani l'ha definita «un'idea geniale, il volto bello della Toscana civile, che reagisce nel modo pi corretto di fronte ad eventi tragici».

«L'associazione nata per far conoscere la nostra storia ed il nostro percorso - ha sottolineato Claudia Francardi - Vogliamo far passare il messaggio che con il dialogo e con l'accoglienza due mondi totalmente diversi possono stare nello stesso spazio vitale».

«Sono stati anni sofferti, ma adesso siamo rinate - ha detto Irene Sisi - Io sono entrata nel mondo delle vittime, Claudia entrata nel mondo dei colpevoli. Giovani che vanno ai rave, e si perdono come successo a mio figlio, hanno dentro di loro un grandissimo dolore, ma il dolore deve essere gestito in altro modo. Droga e musica assordante non la soluzione. Bisogna lavorare sulle proprie fragilità». Ci sarà anche una cena sociale per raccogliere fondi per intitolare una borsa di studio a Antonio Santarelli.

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