Il Tirreno

Grosseto

Perdona l’uomo che lo aveva derubato

di Pierluigi Sposato
Perdona l’uomo che lo aveva derubato

«Mi raccomando, comportati bene» e rimette la querela per il furto di un marsupio che aveva portato il ladro in carcere

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GROSSETO. Si è alzato dal banco dei testimoni, dopo aver dichiarato di rinunciare a proseguire l’azione penale che lo vedeva come parte offesa, ed è andato a stringere la mano all’imputato, al ladruncolo che lo aveva derubato.

Un gesto da libro Cuore quello di Gabriele, che ha dato fiducia a Luca, quarantenne, impegnato realmente in un percorso di recupero. «Mi raccomando, comportati bene». E adesso Luca, che ha chiesto scusa, potrà affrontare meglio il progetto nella comunità in cui si è sistemato da qualche tempo. In attesa che venga definito un altro procedimento a suo carico, per maltrattamenti in famiglia. Brutta storia.

Gabriele non ha dovuto raccontare nulla del pomeriggio di quel 14 marzo di due anni fa, quando a Manciano, in via Circonvallazione, una pattuglia dei carabinieri era stata da lui fermata per segnalare un furto: «C’è uno che mi ha rubato il marsupio. È lui, guardate, è quella persona laggiù». Così i militari si erano avvicinati e avevano identificato Luca. «Il marsupio?»: Luca si era inventato una scusa che non stava né in cielo né in terra, come per dire che era suo. Ma Gabriele, che nel frattempo si era avvicinato, non aveva avuto dubbi nel riconoscere il suo marsupio. Luca era stato portato in caserma, arrestato e messo agli arresti domiciliari. Poi era tornato in libertà, dopo la convalida, e aveva iniziato quel percorso di riscatto che lo ha portato in comunità.

Ieri mattina Gabriele si è presentato in Tribunale e si è seduto davanti al giudice Marco Mezzaluna per raccontare quanto gli era capitato due anni fa. «Ma lei vuole continuare l’azione penale?», gli ha chiesto in via preliminare il viceprocuratore onorario Pamela Di Guglielmo. «No - ha risposto Gabriele - Non m’interessa nemmeno costituirmi parte civile». «Allora rimette la querela?». «Sì». Querela rimessa e accettata da Luca, assistito dall’avvocato Tania Amarugi. Mentre il giudice si preparava a leggere il dispositivo di non luogo a procedere, appunto per remissione di querela, Gabriele si è alzato dal podio dei testimoni ma, invece di dirigersi verso l’uscita dall’aula A, si è avvicinato a quel lato del banco in cui siedono gli imputati. Lì c’era Luca. Gabriele gli ha stretto la mano e ha rivolto un auspicio: «Mi raccomando, comportati bene». Come a dire che aveva compreso il disagio dell’uomo e lo aveva di fatto perdonato. Vicenda chiusa. Luca ha anche chiesto scusa, dimostrando di aver capito il gesto. Se le remissioni di querela sono frequenti, non lo è certamente la stretta di mano tra ladro e derubato.

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