Sicurezza
«Navigazione interdetta la soluzione è in arrivo»
Talamone, l’assessore Barbini annuncia un provvedimento tampone «Ci saranno un campo boe e un corridoio che consentirà di accedere ai pontili»
TALAMONE. «Stiamo lavorando per trovare una soluzione all'ordinanza di interdizione alla navigazione nel porto di Talamone». Lo ha comunicato l'assessore all'ambiente di Orbetello, Mauro Barbini, che la scorsa settimana, insieme a Luca Aldi, capogruppo di maggioranza, agli operatori del porto e alla Capitaneria di Porto, hanno discusso di come tamponare la situazione del divieto di navigazione in due zone del porto garibaldino a causa dei bassi fondali.
«Da studi rilevati – ha detto Barbini – abbiamo visto realmente quali sono le capacità dei fondali e le zone saranno quindi delimitate da un campo boe dove verranno specificate le profondità. Questo consentirà di indicare che fino a una certa profondità verranno fatti entrare alcuni tipi di imbarcazioni mentre ad altri natanti non sarà concesso l'ingresso. Tutto questo verrà introdotto nell'ordinanza della Capitaneria di Porto che aveva, nei mesi scorsi interdetto l'ingresso ai natanti in due zone dell'approdo talamonese».
Una misura tampone per arrivare poi a settembre quando – secondo quanto sostenuto da Barbini – si dovrebbe procedere all'escavazione del fondale ormai ridotto al minimo. Ovviamente per la procedura di escavazione dovranno essere seguite delle determinate procedure soprattutto per i fanghi. «In base alle ultime normative – ha continuato Barbini – sembra che si possano utilizzare anche per il ripascimento. Ora quello che conta è che si ripristinerà nel porto un certo tipo di navigazione e di accesso che ora non è permessa. La Capitaneria ha imposto delle prescrizioni dietro le quali rivedrà l'ordinanza di interdizione ma la situazione si è sbloccata. Ci sarà un campo boe e un corridoio per accedere ai pontili – ha detto Barbini – la segnalazione delle profondità dei pescaggi in modo che sia ben chiaro cosa fare e chi può accedere».
L'amministrazione sa che il problema del porto non è risolto. «Sono state individuate delle strade - ha dichiarato – e valuteremo quale sarà meno impattante. Da valutare a quale profondità dovrà arrivare lo scavo e si va dai 23.000 metri cubi di estrazione ai 35.000. Tutto dipende a quanto si dovrà portare il fondale del porto». Un punto di incontro con la Capitaneria che permetterà lo svolgimento di una stagione turistica se non normale, meno complicata del previsto. «Le prescrizioni previste dalla Capitaneria - ha concluso – stanno per essere messe in pratica e al tempo stesso c'è un progetto per riportare il porto alle condizioni adeguate».
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