Il dolore
Incendio al ristorante: «È doloso»
In fiamme la Locanda dei briganti di Marina di Grosseto. Il titolare: «Poteva saltare in aria tutto, ora vogliamo riaprire»
MARINA DI GROSSETO. Chi può aver voluto che il ristorante La Locanda dei briganti di Marina di Grosseto andasse in cenere? E per quale motivo? Le tracce trovate nella sala sono davvero il segno della mano di un piromane?
Sono questi i dubbi che da due notti tolgono il sonno a Daniele e Claudio Graziani, titolari del ristorante nella zona artigianale. Dubbi atroci che spalancano scenari inquietanti e aggiungono rabbia e preoccupazione alla paura che, come con il sapore acre del fumo e il caldo pungente delle fiamme, li ha avvolti due notti fa. «Potevamo saltare tutti in aria», ripete Daniele.
Il suo telefono ha squillato intorno alle 3.30 del mattino di lunedì. Lui era da poco andato a letto visto che domenica sera nel ristorante c’era stato il buffet per un matrimonio. All’altro capo del telefono c’era la guardia giurata che controlla il locale. «Il ristorante va a fuoco», gli ha gridato.
Daniele abita con la moglie e la figlia proprio al piano di sopra. Il tempo di infilarsi un paio di pantaloni ed è corso di sotto. Davanti a lui, un muro di fumo avvolgeva tutta la sala. «Ma più che tutto c’erano le bombole del gas per i “funghi” riscaldatori – dice Daniele, ancora sotto choc –. Per fortuna il vigilante ci ha avvertiti: se il fuoco le avesse raggiunte, qui si saltava in aria tutti quanti».
Graziani ha chiamato i vigili del fuoco e ha avvertito il fratello. Nel frattempo si è messo a spegnere le fiamme.
Domato il fuoco, è iniziata la conta dei danni: sedie, tavoli, tende. E un particolare inquietante: «Qualcuno – dice Daniele – ha aperto la finestra in plexiglass e ha buttato dentro un liquido infiammabile a presa lenta». Insomma, il gesto sarebbe doloso. I Graziani hanno sporto denuncia e le indagini sono in corso. Saranno gli investigatori a stabilire se c’è una mano dietro l’incendio e di chi è.
Dal canto suo, Daniele non ricorda di aver ricevuto minacce. «A gennaio, però, abbiamo subito un furto – spiega – e abbiamo avuto anche danni alle macchine. A me, ad esempio, me l’hanno rigata. Francamente davanti a questo incendio ci siamo trovati un po’ persi».
I due fratelli hanno ricevuto la solidarietà di Ascom Confcommercio. «Se fosse davvero confermato come un incendio doloso, saremmo di fronte a un atto inqualificabile che non ha avuto conseguenze mortali solo per una serie fortuita di casualità», dice la direttrice Gabriella Orlando. Solidarietà ai Graziani anche dalla presidente Carla Palmieri.
Nel frattempo i Graziani hanno ricevuto l’aiuto e la solidarietà dei colleghi imprenditori della zona, che hanno impugnato gli attrezzi per sgombrare gli arredi inceneriti, mettere in sicurezza i locali e renderli di nuovo agibili. «C’erano Claudio Castellucci del Bagno Giglio – spiega Orlando – e Carmine Polla della Tappezzeria nautica Polla coi suoi ragazzi». Carlo Benini di Algida ha dato materiale gratuito.
I Graziani, dal canto loro, sono pronti a riaprire. «Niente e nessuno fermerà la voglia che abbiamo di proporre forme innovative di ristorazione e intrattenimento – dice Daniele –. Venerdì saremo di nuovo aperti. Veniteci a trovare». In un angolo del giardino però ci saranno un tavolo e qualche sedia segnati dalle fiamme. «Per non dimenticare», dice Orlando.
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