Il dolore
Fotografa la scheda elettorale, la scoprono dal flash
E' successo nella cabina elettorale durante le operazioni di voto per il referendum: sul posto la polizia
GROSSETO. Si è presentata al seggio domenica a votare per il referendum, ha esibito la tessera elettorale e il documento d’identità, ha preso il lapis ed è entrata in una delle cabine. Ma lì dentro, oltre la tendina, senza neppure premurarsi di inserire il silenziatore, ha preso il telefonino e scattato una foto alla scheda. La scena - con il rumore del tasto e la luce emessa dal display - non è passata inosservata, tant’è che si è sollevato il caso ed è intervenuta la polizia.
Ore 17, scuola elementare di via Sicilia: erano in corso le normali operazioni di voto. Entrata in cabina, la signora ha preso il suo telefonino e fatto uno scatto alla scheda. Rumore e flash sono stati avvertiti distintamente dai componenti del seggio, che si sono fatti sentire con la diretta interessata contestandole il tutto. Si tratta di una signora d’origine brasiliana ma residente a Grosseto; ha 50 anni. Dal seggio è partita la segnalazione alla polizia, intervenuta di lì a poco, ma nel frattempo l’elettrice se n’era andata. Non è stato ovviamente difficile rintracciarla in base al nominativo lasciato nel registro. A disciplinare le regole elettorali è la legge 30 maggio 2008 numero 96, che detta “misure urgenti volte a assicurare la segretezza delle espressioni del voto e delle consultazioni elettorali referendarie”: una norma che vieta di introdurre nelle cabine i telefoni cellulari in grado di fotografare o registrare immagini delle schede. Per chi “sgarra” sono previsti l’arresto da 3 a 6 mesi e un’ammenda da 300 a 1000 euro. La polizia sta ora procedendo ai sensi di legge, trattandosi di un reato di natura penale: il caso è andato in Procura.
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