Il Tirreno

Grosseto

Follonica riscopre il teatro Allegri: «Meta raggiunta»

di Paola Villani
Follonica riscopre il teatro Allegri: «Meta raggiunta»

A un anno dal suo arrivo, il direttore artistico della Leopolda tira le somme «Seimila spettatori in un inverno». Ecco i numeri di un successo scoppiettante

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FOLLONICA. Riportare a teatro i follonichesi. Ripartire dalle scuole per diffondere la cultura teatrale. Ospitare spettacoli di alto livello per aiutare la comunità a crescere intellettualmente. Tre obiettivi facili a dirsi ma difficili da realizzarsi. Eugenio Allegri ce l’ha fatta, ha vinto la scommessa centrando il bersaglio: sono i numeri a dirlo e i numeri non mentono.

Sipario giù. Il direttore artistico del nuovo teatro follonichese, attore torinese famoso al grande pubblico per la sua interpretazione di Novecento (il celeberrimo monologo scritto da Alessandro Baricco), è arrivato nella città del Golfo ad aprile dell’anno scorso. Davanti a sè si è trovato la sfida delle sfide: far sì che a Follonica il teatro tornasse ad essere un’abitudine dopo venticinque anni di sipario calato. Proprio così: nella città del Golfo, prima dell’inaugurazione della stagione invernale 2015-2016 della Leopolda, era da un quarto di secolo che non c’era più un teatro.

La sfida. Chiuso prima il cinema Roma, poi il Tirreno, i follonichesi per assistere ad uno spettacolo erano costretti ad andare fuori città. Durante la sua presentazione Allegri lanciò la sua sfida personale con Follonica. «Vorrei – aveva detto – che qui il teatro per le persone diventasse un’abitudine come quella di riaccendere il telefonino la mattina». Duecentosessanta abbonamenti venduti su 400 posti a sedere; seimila persone che hanno transitato nei mesi invernali nella struttura dell’Ilva; 1200 ragazzi delle scuole coinvolti; e il teatro per bambini domenicale? Un successo.

Obiettivo raggiunto. «I numeri confermano che la scommessa iniziale è stata vinta – dichiara il direttore artistico – Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissi: abituare il pubblico follonichese a un livello alto di teatro, con linguaggi differenti, puntando al massimo, e senza pensare che l’assenza di un palco per venticinque anni implichi una platea non pronta ad accogliere un certo tipo d’arte. Ha vinto la proposta di un cartellone di prosa non certamente classico, ma che ha tenuto conto di diversi linguaggi: dal circo teatro, alla danza, passando per la drammaturgia contemporanea. Abbiamo avuto solo un classico, Moliere».

Casa Leopolda. La risposta dei follonichesi è stata ottima, ma Allegri racconta anche di compagnie teatrali rimaste a bocca aperta per la bellezza e l’accoglienza della Leopolda. «Si è messa in moto una reazione a catena – continua l’artista torinese – Le compagnie ora si interessano al nostro teatro, il pubblico ha capito e si è fidato. All’inizio avevo detto che se non fossero stato raggiunti la soglia di 200 abbonamenti, mi sarei dimesso: ne sono stati venduti 260».

I giovani. Tempo di bilanci sì, ma anche di nuove sfide; Allegri ha altre scommesse da vincere. La prima è quella di portare a teatro i giovani, quell’età che va dai vent’anni fino ai trentacinque anni: target che difficilmente l’arte teatrale riesce ad attrarre. Oltre agli otto spettacoli in cartellone il direttore artistico ne proporrà altri quattro dedicati a questa fascia d’età: tecnologia, musica, visualità, teatro, un miscuglio di arti per attrarre una fetta di pubblico diversa. Altra scommessa: dare più spazio alle eccellenze del territorio. «Tra gli otto spettacoli del prossimo cartellone – annuncia – ci saranno una commedia e una tragedia di Shakespeare, visto che si celebra il 400esimo anniversario della scomparsa del drammaturgo inglese; idem per Cervantes, ma forse in questo caso ci rivolgeremo alle scuole – spiega Allegri – Abbiamo già tre titoli concordati, ma per adesso non voglio svelare altro». Intanto stasera inizia la nuova rassegna teatrale dedicata alla Maremma, tre spettacoli che si aggiungono al calendario invernale. «Rispetto a quanto si pensava sono stati incassati ventimila euro in più – conclude – anche in questo caso, visto che si temeva un bilancio diciamo sbilanciato, possiamo dire di aver fatto centro».

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