Il Tirreno

Grosseto

Roselle in paradiso, ora è da Eccellenza

di Maurizio Caldarelli
Scene di gioia dallo spogliatoio del campo di Gracciano dove il Roselle ha conquistato la promozione in Eccellenza
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Scene di gioia dallo spogliatoio del campo di Gracciano dove il Roselle ha conquistato la promozione in Eccellenza

Per la famiglia Ceri è la quarta promozione consecutiva: è stato un campionato condotto tutto in vetta alla classifica

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ROSELLE. «Non mi fate pensare al futuro, altrimenti mi rovino questa festa straordinaria». Il Roselle Calcio passando anche sul campo di Gracciano, conquista con una settimana di anticipo la promozione in Eccellenza, una categoria sotto al Grosseto e al Gavorrano, facendo esplodere la gioia del presidente Simone Ceri, costretto nelle ultime settimane più a pensare ai ritardi nella realizzazione del centro sportivo che a godersi la cavalcata vincente dei suoi ragazzi.

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Per la società rosellana è la quarta vittoria di fila dall'arrivo della famiglia Ceri al timone della società: i biancocelesti sono passati dalla Terza categoria all'Eccellenza.

«Questo successo è il più bello, in un campionato difficile, ed è arrivato in maniera inaspettata anche se strameritata. Non ce l'aspettavamo di raggiungere così velocemente l'obiettivo prefisso».

Qual è il segreto di questo poker vincente?

«L’aria di Roselle è buona – sorride Simone Ceri – E pensare che c dopo aver vinto la Prima categoria non abbiamo toccato nemmeno tanto la squadra, inserendo solo qualche giovane. Durante la stagione ce ne sono capitate di tutte e il nostro allenatore Michele De Masi non ha mai potuto schierare la formazione migliore a causa degli infortuni. Però chiunque è sceso in campo ha reso il massimo. I miei ragazzi sono speciali, straordinari e hanno dimostrato di avere gli attributi».

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Partito per centrare una salvezza tranquilla, il Roselle si è trovato da subito proiettato nelle parti alte della graduatoria e il presidente, in mezzo all'euforia generale, cerca di dare una spiegazione a questo exploit: «I tre tenori, Angelini, Cosimi e Vento (quest'ultimi due a segno anche ieri) hanno segnato cinquanta reti in tre, ma non posso fare delle differenze: penso a quanto ci hanno dato Kacka, Faenzi, Raito, il professore Gigi Consonni, ma anche alla fasciatura di Davide Saloni per essere sul campo a dare una mano, oppure la sicurezza dei portieri Cipolloni e Di Roberto. Il mister De Masi? In tre stagioni con questa maglia ha fatto una camionata di punti, 214 in 98 panchine (in totale sono 200 per lui). Mi piace la grinta, la tattica ma la sua bravura si misura soprattutto per quello che sa dare ai ragazzi nel corso della settimana».

Quando avete capito che potevate vincere il campionato?

«Oggi dopo il gol di Cosimi».

Per concludere la stagione manca una partita, novanta minuti che saranno una passerella festosa. Dove giocherete, dopo aver smontato tribuna e bagno biologico al campo?

«Abbiamo deciso di rimanere a giocare a Roselle contro il San Miniato Basso. Tutti devono vedere in quali condizioni e in quale impianto gioca la squadra più vincente della città, dopo Camilli. Gli sportivi, e spero che vengano in tanti, saranno costretti a sistemarsi lungo la recinzione».

E ironicamente Ceri dà un consiglio agli spettatori: «Portate maschera e boccaglio e se le avete anche le pinne, per il rischio idraulico, per il rischio alluvione che è stato ventilato al momento di analizzare il progetto del centro sportivo».

La famiglia Ceri vuole che l’ultima gara trasformi in una grande festa: «Inviteremo la giunta al completo, a cominciare dall'assessore Giovanna Stellini che abita a Roselle».

E poi cosa succederà? «Non voglio pensarci. Si cerca un posto dove giocare, perché il nostro campo non sarà omologato per l'Eccellenza. Nei prossimi giorni incontreremo il Follonica, per capire se c’è una possibilità di avere in concessione gli impianti del Capannino e di Campi Alti a mare, portando in dote il nostro bel titolo sportivo. In attesa magari che qualcuno da Grosseto alzi una mano e si renda conto di quello che sta perdendo».

L’ultimo pensiero del presidente è per un amico che non c’è più: «Questo successo lo dedico a Gusmano Pallini».

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