Sicurezza
Secondo guasto in 4 mesi la risonanza ancora in tilt
Il sistema di raffreddamento si inceppa: rinviati gli esami, l’azienda si scusa A gennaio fu annunciato un secondo macchinario: arriverà forse ad autunno
GROSSETO. Per la seconda volta in 4 mesi una delle due risonanze magnetiche dell’ospedale Misericordia (quella più importante, ad alto campo magnetico) si è guastata e gli esami sono stati annullati.
Ancora incerta la causa; certo è che - per un settore che macina in media 30 esami al giorno, oltre 200 alla settimana - il problema è notevole, piombando sui già fragili equilibri sanitari e costringendo gli operatori a rimandare alcuni esami dei pazienti, magari in fila da mesi. «I tecnici sono stati allertati e sono al lavoro per la riparazione - spiega l’Usl - in modo da ripristinare la funzionalità della macchina nel più breve tempo possibile. L’azienda si scusa per i disagi, precisando che il servizio sarà comunque garantito dalla risonanza mobile in sostituzione di quella ferma, per procedere con gli esami programmati e recuperare gli appuntamenti rimandati».
Ma cos’è successo? Non è chiaro e non è la prima volta che capita. Al Misericordia operano attualmente due risonanze magnetiche (se ne attende una 3ª): una ad alto campo (quella che si è inceppata) e una a basso campo. Più il campo è elevato migliore è la risoluzione diagnostica.
La risonanza ad alto campo è in grado di eseguire tutti i tipi di esami (con o senza mezzo di contrasto, encefalo, colonna, osteoarticolari etc), mentre l’altra fa solo quelli osteoarticolari e senza mezzo di contrasto. Sempre la prima ad alto campo - grazie a un magnete superconduttore - ha caratteristiche che consentono di ottenere un dettaglio anatomico ottimo e la massima precisione diagnostica, ma allo stesso tempo ha bisogno - spiega l’Asl - di un sistema complesso di raffreddamento con l’elio che, stavolta come altre volte, si è inceppato.
Se guardiamo ai tempi più recenti, già a fine dicembre 2015 - quattro mesi fa - il macchinario si guastò una prima volta e l’Asl 9 annullò gli appuntamenti dei pazienti. Il periodo festivo complicò il tutto e la riparazione slittò di qualche giorno. A giugno 2013 era capitato qualcosa di simile: anche lì il sistema di raffreddamento bloccò il macchinario e mandò all’aria gli esami.
Due giorni fa è successo di nuovo. Anche stavolta, come ogni giorno, la macchina aveva lavorato fitta per 16 ore dalle 8 alle 24. Un’attività importante che lo strumento - ancora efficientissimo e per nulla da rottamare nonostante i 9 anni di età (fu preso a gennaio 2007) - sarebbe in condizione di reggere benissimo, salvo guasti; ma venerdì mattina gli operatori del Dipartimento diagnostica per immagini guidato dal dottor Morando Grechi, andati ad accendere la macchina, hanno trovato la spia dell’allarme. Il problema era dovuto ancora al sistema di raffreddamento dell’elio. Il motivo non è chiaro, ma è naturale che ciò non dovrebbe succedere, perlomeno non a distanza di 4-5 mesi dall’ultimo caso. L’azienda ha dovuto affittare una risonanza mobile che entrerà in funzione martedì e permetterà di recuperare gli appuntamenti.
Soprattutto c’è grande attesa per l’arrivo di una seconda risonanza ad alto campo che risolverebbe molti problemi. Fu acquistata tramite Consip a un buon prezzo e annunciata già a gennaio, ma non c’è ancora. La prima cosa (ottima) fatta dal direttore generale Enrico Desideri fu autorizzare proprio l’acquisto di questo strumento, da tempo invocato da Grechi, ma bisogna attendere i lavori murari di adeguamento dei locali. Il progetto è terminato e si aspetta l’appalto. In tutto è un milione di euro. Ma se ne riparla (forse) ad autunno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
