Il Tirreno

Grosseto

«Ritardi nelle risposte Ora andiamo in Procura»

di Paola Villani
«Ritardi nelle risposte Ora andiamo in Procura»

Le minoranze attaccano la giunta Benini su accessi agli atti e interrogazioni M5s e Fratelli d’Italia ricordano che nemmeno l’appello al prefetto ha dato risultati

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FOLLONICA. «Ci rivolgeremo alla Procura e alla Corte dei Conti». Le minoranze follonichesi sul piede di guerra, dopo due anni di ritardi e di risposte mancate, non resta che rivolgersi alle autorità giudiziarie. Accessi agli atti e interrogazioni, i tempi che impone la legge per la risposta da parte degli uffici comunali non vengono rispettati, basti pensare che ancora oggi un consigliere d'opposizione (Daniele Pizzichi, Forza Italia), attende la replica ad un atto depositato il primo luglio 2015, quando le norme prevedono 30 giorni per conoscere il responso del destinatario della istanza.

Rallentamenti che rendono difficile il lavoro dei gruppi consiliari di minoranza, che non avendo gli atti a disposizione con cui documentarsi e le risposte a quanto chiesto, fanno fatica a svolgere il ruolo che i cittadini hanno affidato loro. «A questo punto, visto che ci troviamo ancora una volta a segnalare questo problema, viene da pensare che ci sia una volontà politica per non permetterci di fare opposizione - spiega il capogruppo di Fratelli d'Italia, Agostino Ottaviani - Trenta giorni sono un periodo più che sufficiente per rispondere alle nostre richieste e io, che sono uno dei consiglieri più anziani, posso testimoniare che prima di questa legislatura non era mai successo che ci fossero dei ritardi così eclatanti. O si tratta di non curanza nei nostri confronti, o c'è una volontà precisa di non risponderci, e questo è solo uno dei problemi che dobbiamo affrontare noi delle minoranze».

Dello stesso parere è il gruppo pentastellato: «Ci hanno detto che le nostre istanze sono troppo complicate allora abbiamo ridotto le domande ad una o due in modo da conoscere quanto chiesto - spiegano i consiglieri Gabriele Cecchini e Tiziano Gianfaldoni del Movimento 5 Stelle - Non ci danno modo di informare i cittadini: ma non solo. Per fare solo un esempio avevamo chiesto la convocazione di una commissione sull'ippodromo lo scorso 7 febbraio: dopo che nessuno ci ha risposto abbiamo raccolto le firme di un terzo dei consiglieri come previsto dalle norme per far sì che entro dieci giorni venisse organizzato l'incontro. Ma neppure così abbiamo ottenuto ciò che chiedevamo anzi, il capogruppo del Pd, Domenico Gesuè Ariganello, ha risposto che non c'era bisogno delle firme. Ci servono quei dati che richiediamo altrimenti i nostri elettori potrebbero pensare che non facciamo il nostro lavoro».

Il Movimento tra l'altro ha già scritto al prefetto per segnalare il problema tre volte. «Adesso basta con questo modo di amministrare - dice Daniele Pizzichi, Forza Italia - stavolta faremo un esposto alla Procura appellandoci all'articolo 328 del codice penale, e alla Corte dei Conti. Non è possibile che si debba attendere anche un anno per avere delle risposte, così non ci permettono di lavorare». I disagi sono anche altri, almeno a quanto raccontano le minoranze: i documenti utili alle discussioni all'ordine del giorno del consiglio comunale vengono dati all'ultimo minuto, non permettendo ai consiglieri di studiarli a dovere prima di votare; le commissioni consiliari vengono convocate raramente e spesso in prossimità delle riunioni dell'assise e il poco tempo a disposizione, anche in questo caso, non dà modo all'opposizione di informarsi al meglio. «Basti dire che il 29 aprile ci sarà un consiglio con punti molto importanti perchè si parlerà di imposte e ancora oggi non è stata fissata una commissione consiliare preventiva», concludono le minoranze.

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